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Borse europee a due facce
14/05/2015 08:55

Ieri è stata la giornata del PIL europeo, con la pubblicazione delle stime preliminare del tasso di crescita realizzato dai principali paesi europei nel primo trimestre 2015.
Sono usciti dati nel complesso positivi, con un tasso di crescita trimestrale per l’Eurozona di +0,4%, in accelerazione rispetto al +0,3% del trimestre precedente, anche se leggermente inferiore alle attese che ottimisticamente puntavano su un +0,5%. Ha favorevolmente impressionato il dato francese fortemente superiore alle attese e quello italiano, che registra il primo segno positivo dopo 14 trimestri di recessione. Per di più si è visto per il nostro paese un +0,3%, superiore al +0,2% atteso.
Subito il governo ha esultato con la solita sfilza di dichiarazioni compiaciute: la recessione è finita… siamo fuori dal tunnel… l’Italia ce l’ha fatta… ed altre amenità simili a quelle che in questi anni abbiamo sentito più volte. Anche se dobbiamo ricordare che la fine della recessione tecnicamente avviene quando i trimestri positivi sono almeno 2 consecutivi, e che il +0,1% dell’ultimo trimestre 2013 è stato seguito da 4 trimestri negativi, sbertucciando i facili entusiasmi, è’ probabile che questa volta ci azzecchino un po’ di più che in passato, dato che per la prima volta è la componente della domanda interna ad essersi rianimata, e si aggiunge alla componente export, questa volta un po’ meno tonica. Comunque ritengo che gli entusiasmi siano assolutamente da evitare, dato che nel trimestre passato abbiamo potuto approfittare, noi e gli altri paesi europei, di un contesto eccezionalmente favorevole e difficilmente ripetibile. Tassi di interesse quasi azzerati, euro ai minimi, quasi vicino alla parità col dollaro, e prezzo del petrolio intorno ai 50 dollari il barile sono state variabili tutte convergenti a favorire l’economia europea e sarebbe stato ben strano ed estremamente preoccupante se il vecchio continente non ne avesse approfittato almeno un po’. Sarebbe stato un segnale di agonia, più che di malattia. Piuttosto colpisce che la locomotiva del continente, la Germania, abbia abbastanza deluso con un +0,3% trimestrale, in calo rispetto al +0,7% del trimestre precedente e lo 0,5% previsto.
I mercati europei hanno comunque giudicato positivamente il dato e vissuto una mattinata piuttosto positiva, con un rialzo intorno al punto percentuale delle principali borse, che recuperava gran parte dei cali del giorno prima. L’obbligazionario ha limato i rendimenti mostrando anch’esso la voglia di recuperare almeno in parte le batoste delle scorse settimane.
Il pomeriggio però è stato condizionato dalle vendite al dettaglio americane, uscite alle 14,30, che hanno deluso le attese e dato l’impressione che la ripresa americana, dopo il passo falso del primo trimestre, non sia poi così scontata come tutti danno per certo.
Le incertezze di SP500, che ha poi chiuso la seduta sostanzialmente invariato, ha rimesso paura agli indici europei e fatto riemergere il male oscuro europeo degli ultimi giorni. Le principali borse sono tornate in negativo ed hanno annullato i rimbalzi mattutini, con la sola eccezione del nostro indice, che ha festeggiato comunque il ritorno del segno + sul PIL riuscendo a chiudere con un rialzo di +0,46% per l’indice Ftse-Mib.
Anche l’obbligazionario ha innestato la retromarcia, annullando i progressi della mattinata e chiudendo con rendimenti in rialzo rispetto al giorno prima.
La giornata a due facce preoccupa per la debolezza manifestata dalle principali borse del vecchio continente, troppo incerte e propense ad amplificare i condizionamenti esterni negativi.
Il contesto europeo rimane pertanto correttivo, dato che nemmeno la crescita del PIL è riuscita a dare sostanza alle speranze di rimbalzo. Gli obiettivi ribassisti del Dax tedesco si avvicinano, mentre la forza relativa del nostro indice potrebbe aiutarlo a non raggiungere i suoi.
Sempre che dagli USA non arrivino improvvisi cedimenti da parte di un indice SP500 che ha smarrito da mesi la bussola ed oscilla senza volatilità e senza direzione a pochi punti dai massimi assoluti.

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