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La fase di Distribuzione potrebbe ancora durare
04/05/2015 09:43

La settimana che conclude aprile è stata, come spesso capita, una settimana corta per molte tra le principali borse, chiuse venerdì primo maggio.
E’ stata comunque una settimana piuttosto pesante per le borse europee, condizionate dal violento sell off di mercoledì scorso, che giovedì non è stato recuperato che in parte minima e non significativa.
La debolezza europea ha contagiato anche la borsa giapponese, delusa da dati macroeconomici sempre meno brillanti, ma questa volta non accompagnati da dichiarazioni accomodanti della Banca Centrale giapponese.
Assai meno grave appare la situazione in USA, dove gli indici, che non avevano partecipato in modo significativo agli entusiasmi del primo trimestre, si trovano senza eccessi rialzisti da smaltire e possono permettersi di trascorrere in laterale, come fanno sostanzialmente da 6 mesi, il tempo che manca al ritorno alla normalità monetaria.
E’ proprio la riflessione su quanto tempo manchi al rialzo dei tassi che ha consentito venerdì scorso all’indice SP500, con un rialzo di oltre un punto percentuale, di aggiustare una settimana fino a giovedì deludente come quella europea, mentre in Europa si festeggiava il lavoro che non c’è ed a Milano Renzi, al mattino, ed i black block, al pomeriggio, hanno rubato la scena ai soliti (e francamente sempre più patetici) cortei e comizi del sindacato, a cui ormai partecipano quasi soltanto pensionati e cassintegrati.
La settimana in USA si è perciò conclusa con un modesto ribasso, nonostante la mazzata del PIL del 1° trimestre, stimato in crescita a tassi italiani (+0,2% annualizzato).
La riflessione che ha fatto riemergere l’indice USA, stimolata da altri dati macroeconomici abbastanza deludenti, arrivati venerdì, è stata la solita: se l’economia è così fiacca, difficilmente Yellen se la sentirà di rialzare i tassi prima dell’autunno.
Alla maggior parte degli investitori in USA continua a sembrare ancora presto per smontare le posizioni rialziste sulla principale borsa del mondo.
Probabilmente siamo in presenza di una fase di distribuzione, che sarà poi seguita dall’inversione definitiva del ciclo finanziario. Ma è difficile dire quanto possa ancora durare. Peraltro potrebbe persino succedere che prima della morte del toro si possa assistere ancora a qualche incornata ai massimi assoluti, anche se la stagionalità tende ad essere sfavorevole ai rialzi (sell in may and go away…).
La fase correttiva europea sembra invece già in atto ed a trascinarla è l’indice tedesco Dax, il faro europeo delle borse continentali. L’indice tedesco, con lo scivolone di mercoledì scorso ha completato una limpida figura di testa e spalle ribassista, che il rimbalzino di venerdì non è riuscito a smentire. L’obiettivo del movimento è in area 11.000.
Anche il Bund Future tedesco sta effettuando una brusca correzione e, dopo aver sfondato il supporto di 157,50 sembra ora destinato a testare la successiva forte area di sostegno a quota 156.
E’ probabile che quest’area ne agevoli il rimbalzo, che dovremo poi misurare dove riuscirà ad arrivare. L’impressione è comunque che il trend rialzista primario, che sembrava invincibile, dopo aver raggiunto livelli che esprimono rendimenti vicinissimi a zero, sembra fortemente intaccato e che la scommessa di Bill Gross, che ha invitato a shortare il Bund, sia destinata a fornire una certa soddisfazione a chi ha osato. Ovviamente tutti i cercatori di sicurezza disposti a prestare i soldi gratis alla Merkel e quelli che pensavano che gli acquisti BCE avrebbero sostenuto i prezzi all’infinito, debbono ora fare qualche riflessione sul perché le mani forti stanno cominciando a vendere in modo significativo il titolo tedesco.
Potremmo essere ad un punto di svolta primario, sull’azionario e sull’obbligazionario?
E’ presto per dirlo, anche se i segni di deterioramento dell’entusiasmo e le prime ruggini del rally di lungo periodo cominciano a farsi evidenti.
Ma i momenti di transizione non sono mai semplici e lineari. Il toro prima di morire combatte e l’orso non può pensare di ucciderlo senza subire qualche ferita.
Pertanto è buona cosa attendere che il combattimento ci dia qualche indicazione ulteriore prima di trarre conclusioni che potrebbero essere affrettate.
L’unica cosa che serve sempre è la prudenza.

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