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Sollievo da Banche Centrali e trimestrali
21/04/2015 08:29

Dopo la brutta settimana conclusa con un pessimo venerdì, nel timore dell’evento Grexit, nel week end sono intervenuti i banchieri centrali ad iniettare la consueta dose di sedativo alle paure dei mercati.
Dapprima Draghi ha comunicato un messaggio tranquillizzante: l’uscita della Grecia dalla zona euro sarebbe un evento potenzialmente destabilizzante e proprio per questo sarà evitata.
Ieri infatti si sono succedute prese di posizione che, se da un lato cominciano a prendere in considerazione l’ipotesi che parte del debito greco non venga rimborsata, dall’altra continuano a ritenere l’uscita della Grecia dall’euro un evento da evitare nel modo più assoluto. Pertanto, mentre in Grecia si raschia il fondo del barile con l’accentramento delle tesorerie degli enti locali in mani governative, a testimonianza che i soldi stanno proprio finendo, si comincia a studiare l’ipotesi di ristrutturare i debiti che la Grecia deve rimborsare a FMI ed agli stati europei.
Non sarà certo piacevole per Renzi, che, dopo essersi vantato per il tesoretto elettorale da 1,5 miliardi, dovrà prendere atto di un bel taglio di capelli al credito da circa 40 miliardi che l’Italia vanta con la Grecia. Se l’ipotesi haircut andrà in porto è presumibile che il nostro paese ci rimetterà una decina di tesoretti.
Dall’altra parte del mondo la People’s Bank of China ha mantenuto le promesse di allentamenti monetari riducendo di un altro 1% l’ammontare di riserva obbligatoria che le banche cinesi debbono detenere liquida. La misura è piaciuta più alle borse occidentali che al mercato direttamente interessato. Infatti l’indice cinese Shanghai Composite, che aveva ampiamente scontato questa ed altre misure, con un rally da +35% nelle precedenti 30 sedute, dopo l’entusiasmo iniziale ha visto scattare le classiche prese di beneficio di chi, avendo comprato sull’aspettativa, ha deciso di prendere profitto sulla notizia.
In USA, d’altra parte, il week-end ha permesso di considerare meglio la situazione delle società che hanno presentato le trimestrali. Il campione, che comincia a diventare significativo, sta battendo largamente le pessimistiche attese degli analisti. Comincia a diventare assai probabile che il temuto calo degli utili previsto per il primo trimestre non si realizzi, ma che si abbi una modesta crescita. Ciò renderebbe immediatamente meno caro l’indice SP500 in termini di rapporto P/E e potrebbe lasciare spazio ad una nuova gamba rialzista, specialmente se le turbolenze greche venissero in qualche modo rintuzzate e la FED continuasse a mostrarsi compiacente, rinviando a settembre ogni decisione sull’aumento dei tassi.
L’insieme di queste sensazioni ha provocato un rimbalzo cospicuo sui mercati occidentali, anche se non si sono recuperati per intero i cali subiti venerdì. Tuttavia i minimi di venerdì sono stati un buon supporto e da essi è partito un tentativo di riscossa generalizzato, che ha visto l’indice tedesco Dax fare da battistrada.
E’ ancora piuttosto prematuro parlare di fine della correzione, ma certamente gli animi paiono un po’ rilassati. Sarà molto importante verificare oggi l’andamento dei mercati. Se quello di ieri fosse solo un rimbalzo tecnico dovremmo assistere fin da oggi al ritorno dei venditori sulla plancia di comando.  

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