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Obiettivo: debitori per sempre
04/02/2015 08:38

Le borse di tutto il mondo hanno accolto con gran favore il passo indietro di Tsipras sulle richieste alla UE per la Grecia.
Si vaneggia di swap di vario genere, che per chi preferisce un linguaggio più semplice traduciamo con il prolungamento delle scadenze. Per una parte del debito si vorrebbe addirittura la sostituzione con bond perpetui.
La Germania sembra voler reagire applicando la famosa massima cinese: siediti in riva al fiume ed attendi il passaggio del cadavere del tuo nemico.
Infatti i tedeschi stanno ignorando il gran clamore mediatico che la coppia di questuanti (Tsipras e Varoufakis) sta suscitando.
Aspettano che le trattative si dipanino e riescono a stento a nascondere la preferenza per un allungamento dei tempi, per verificare la cedevolezza greca quando a fine febbraio quando, arrivando a scadenza la proroga del piano di aiuti e della possibilità delle sue banche di attingere ai finanziamenti d’emergenza della BCE, si troveranno con l’acqua alla gola.
I mercati, che cercano solo occasioni per speculare a breve termine, ne hanno approfittato per mettere il turbo e riprendere il cammino fortemente rialzista interrotto qualche giorno per poter digerire gli eccessi di gennaio. La borsa greca ha addirittura registrato una performance a due cifre e le banche greche recuperi tra il 10 e il 20%.
In USA le borse si sono mostrate per una volta addirittura migliori di quelle europee più rinomate (non migliori, però, delle borse italiana e spagnola). A spingere i mercati azionari americani, oltre alla necessità di proseguire il rimbalzo del giorno precedente, ed alle sensazioni positive provenienti dall’Europa, ha contribuito la seconda giornata di forte rimbalzo per il prezzo del petrolio, che ha raggiunto i 53 dollari, recuperando oltre il 20% dai minimi di 44 dollari della scorsa settimana.
Si stanno chiudendo parecchie posizioni ribassiste, dato che i dati più aggiornati rivelano la chiusura di parecchi impianti di estrazione in USA, con la riduzione della produzione americana di circa 600.000 barili al giorno. Del resto, dopo il fortissimo calo avvenuto tra settembre 2014 e gennaio 2015, una reazione tecnica era attesa da tempo. La base che il mercato ha fatto intorno ai 44-45 $ per diversi giorni, induce a credere che potrebbe essere stato raggiunto un pavimento difficile da infrangere a breve ed in assenza di ulteriori novità.
SP500 si è così di nuovo avvicinato alla resistenza di area 2.065, bordo superiore del trading range che ingabbia l’indice USA dai primi giorni del 2015, che potrebbe essere testata oggi.
Stiamo a vedere.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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