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Sempre su, aspettando Draghi
02/04/2014 07:10

Riveliamo subito, se qualche lettore è rimasto col dubbio, che la clamorosa indicazione del titolo bancario “da sogno” fatta ieri, era in realtà un pesce d’aprile, che anche quest’anno ho predisposto per strappare un sorriso alla quotidianità che rischia a volte di essere troppo seria.
Passati al 2 aprile, torniamo a commentare seriamente i mercati azionari che sembrano non volersi più fermare, nemmeno per una salutare pausa ristoratrice. Continua a salire Wall Street, che ieri ha ritoccato di un paio di punti i suoi massimi assoluti, raggiungendo quota 1.886 e chiudendo sui massimi una seduta ben intonata. A spingere il listino USA, anche oggi, non sono certo stati risultati macroeconomici, tutti piuttosto al di sotto delle attese, quanto le parole che ieri Janet Yellen ha sussurrato lunedì, con tono molto più conciliante per i mercati di quelle pronunciate dopo l’ultima riunione del FOMC.
La rottura dei massimi di SP500 tuttavia è appena visibile ed appare assai meno convincente dei precedenti breakout, anche perché si accompagna ad andamenti dei principali oscillatori ancora fortemente divergenti e lontani dai rispettivi ultimi massimi. Occorre che la salita si trasformi prestissimo in un impulso convinto per ristabilire il momentum perduto e mettere ben in evidenza i muscoli di questo listino, piuttosto svogliato nel primo trimestre di quest’anno.
Tutt’altra forza sembra mostrare il nostro Ftse-Mib, non pago di un primo trimestre da incorniciare      (+14%), che ha messo a segno l’ennesimo record, arrivando a soli 70 punti dal livello ad alta importanza  psicologica dei 22.000 punti, con possibilità di estendere il rialzo fino all’area 22.500 prima di trovare resistenze di rilievo. Ancora una volta i bancari l’han fatta da padrone con l’euforia che contraddistingue gli estimatori del settore, tra cui molti stranieri, a caccia di occasioni speculative su tutto quel che profuma di banca. Alla festa si è aggiunta anche Fiat, che ieri ha ulteriormente allungato, dopo che lunedì scorso ha rotto al rialzo la congestione che durava da un mese circa sotto i massimi dell’anno.
Quando i mercati segnano nuovi massimi non c’è molto da disquisire. Occorre soltanto prenderne atto inchinandosi a sua maestà il trend,  in attesa dell’appuntamento di giovedì con Draghi. In quella sede verificheremo la manovra di espansione monetaria europea che dovrà essere presentata e convincere il mercato. Un ennesimo rinvio da parte di SuperMario o misure fatte solo di parole costituirebbero una forte delusione alle aspettative comprate in questi giorni e provocherebbero una dura reazione da parte di un mercato che  da mesi non fa altro che prendere in giro i ribassisti.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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