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Rimbalzo senza Draghi
07/02/2014 08:26

La seduta di ieri dei mercati azionari è stata dominata dalla voglia di rimbalzare degli indici americani.
Al mattino in Europa la seduta si è aperta all’insegna del progressivo recupero, con gli indici azionari che hanno cominciato a scontare il taglio dei tassi da parte della BCE, che nei giorni precedenti parecchie voci avevano dato per imminente e che all’ora di pranzo avrebbe potuto essere annunciato. Si è arrivati a rialzi anche ben superiori al punto percentuale, mentre l’euro contro il dollaro perdeva terreno fino a ascendere a 1,35 netto. Poco prima delle 14 però è arrivata la doccia fredda del comunicato ufficiale ed alle 14,30 la Conferenza stampa di Draghi, che ancora una volta si è limitato a minacciare il taglio dei tassi senza effettuarlo.
Del resto, ha riferito Draghi, la deflazione non c’è affatto, ma ci sono soltanto segni di rallentamento dell’inflazione oltre il previsto ed il desiderato (che per la BCE è all’incirca il 2% annuo). Comunque il taglio potrà essere effettuato in futuro e con esso ogni altra misura diventi necessaria per difendere la moneta ed i mercati dall’instabilità che si venisse a creare.
In mezz’ora i mercati azionari, ancora una volta delusi dall’ex Super-Mario, hanno restituito quasi un punto percentuale precedentemente guadagnato e l’euro ha recuperato un’intera figura portandosi a 1,36.
La palla è passata perciò agli USA, che alle 15,30 hanno cominciato la giornata borsistica, come spesso succede, ignorando del tutto quel che affanna gli europei e completamente centrati su se stessi. L’apertura è stata subito molto positiva ed in pochi secondi l’indice SP500 ha superato al rialzo quella quota (1.759) che ieri avevo indicato come livello che tratteneva la voglia di comprare degli ottimisti, già pronti agli acquisti quando mercoledì l’indice USA ha realizzato il doppio minimo a quota 1.740. Travolto l’ostacolo di 1.759, è stato un tripudio di acquisti che ha riguardato tutto il listino (ad eccezione di Twitter, bastonata del -24% per colpa della brutta trimestrale) ed ha consentito all’indice di realizzare la miglior seduta del 2014, salendo dell’1,24% e chiudendo sui massimi.
Potevano le borse europee macerarsi nella delusione mentre dall’altra parte dell’Atlantico si rimbalzava con convinzione? Ovviamente no. Allora dietrofront anche in Europa e ultime due ore di seduta passate al galoppo, con rialzi medi superiori al punto e mezzo percentuale e i soliti torelli mediterranei (gli indici italiano e quello spagnolo) a scalpitare più degli altri con guadagni intorno al +2%.
Insomma: è finita in gloria e i mercati ci consegnano alcune riflessioni.
1) Il rimbalzo alla fine ha prevalso ed ora potrebbe ancora estendersi fino a quelle resistenze che, se superate, trasformerebbero il rimbalzo in inversione rialzista e fornirebbero alte probabilità di ritorno ai massimi di fine 2013. Queste resistenze sono posizionate: per SP500 a 1.800 (1,5% in più dei valori raggiunti ieri); per il Dax tedesco a 9.538 (dista il 3%); per l’indice globale europeo Eurostoxx50 a 3.077 (dista il 2,2%); per il nostro Ftse-Mib a 19.740 (dista l’1,2%). La minor distanza che separa il nostro indice dalla sua resistenza, in confronto agli altri indici, fornisce conferma della forza relativa che il nostro mercato esprime in questi giorni.
2) Il trend di breve periodo permane impostato al ribasso fino a quando non avremo l’inversione. Pertanto chi è investito al rialzo in ottica di breve periodo non può ancora gioire e per rilassarsi deve attendere che avvenga l’inversione.
3) Il trend di medio periodo è ancora saldamente rialzista, dato che nessuno degli indici citati ha prodotto segnali di inversione ribassista sui grafici settimanali. Anzi, la settimana che si chiuderà oggi dovrebbe disegnare una candela non particolarmente negativa o per qualche indice addirittura positiva. Pertanto il trader di posizione che opera sul medio termine e sia al rialzo non ha ancora motivo di eccessiva preoccupazione.
4) Come la maggior parte delle correzioni, anche questa si presenta assai difficile da tradare in ottica multidaydi breve periodo, poiché è accompagnata da un sensibile aumento della volatilità, che amplia il rischio di subire frequenti stop loss ed accumulare perdite in entrambe le direzioni. Pertanto è preferibile affrontarla diminuendo considerevolmente l’operatività, in attesa che si definisca un nuovo impulso direzionale, oppure fare trading di respiro molto corto, in ottica intraday.

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