Senza piu' vento nelle vele
22/01/2014 08:27
Dopo la pausa festiva ieri hanno riaperto i mercati americani, fornendo al resto del mondo il consueto indirizzo. Le Borse europee nel corso della mattinata hanno mostrato un certo ottimismo, quasi tutte ritoccando per l’ennesima volta al rialzo i precedenti massimi, galvanizzate dalle pronte misure di espansione monetaria provenienti dalla Banca Centrale Cinese, dopo i deludenti dati sul PIL comunicati lunedì.
Tuttavia l’ottimismo europeo non è riuscito a contagiar più di tanto l’indice americano SP500 che, dopo una partenza sostenuta ed un tentativo iniziale di avvicinamento ai massimi assoluti di quota 1.850, ha rapidamente cambiato idea e innestato la retromarcia, perdendo in un’ora quasi un punto percentuale e passando in negativo. Ciò è bastato spegnere i bollenti spiriti dei listini europei, che sono tornati sui loro passi, chiudendo tutti su valori intorno alla parità, per la seconda giornata consecutiva. La seduta si è poi chiusa in lievissimo rialzo anche in USA, ma senza riuscire a tornare sui massimi iniziali.
I mercati sembrano aver esaurito parte dell’entusiasmo acritico di qualche giorno addietro e cercano motivazioni fondamentali che giustifichino le elevate quotazioni, mentre il flusso di nuovi compratori sembra essersi ridotto e stenta a soddisfare i realizzi dovuti alle prese di profitto.
L’attenzione è rivolta alle trimestrali, che stanno uscendo a ritmo che d’ora in avanti sarà sempre più cospicuo, ed alle prossime mosse della FED, che si riunisce la prossima settimana e potrebbe proseguire con la riduzione degli acquisti di titoli iniziata a dicembre.
Anche oggi potremmo vivere una giornata poco significativa, in attesa di parecchi dati economici e politici previsti per domani. Tra essi segnalo l’indice PMI manifatturiero cinese, che fotografa l’ottimismo dei manager, e la tanto attesa Sentenza della Corte Costituzionale tedesca, chiamata a pronunciarsi sulla ratifica da parte del Parlamento tedesco di Fondo salva stati ESM e sulla politica OMT (il famoso meccanismo salva spread) della BCE. Le probabilità di approvazione sono alte, ma altrettanto alti sarebbero i danni ai faticosi equilibri di Eurolandia provocati da una eventuale clamorosa bocciatura.
Non resta che vivere alla giornata.
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