Non hai vinto, ritenta.
09/01/2014 08:28
Nel commento di ieri, parlando del nostro mercato azionario, ho messo una certa enfasi sull’importanza del livello intorno a quota 19.500 del nostro Fse-Mib per il futuro prossimo ed anche un po’ più remoto del nostro mercato.
L’andamento della seduta di ieri credo abbia confermato la mia visione. Infatti la giornata ha dimostrato che la resistenza da superare non era di quelle puramente formali, come sono tipicamente le cifre tonde, che molti chiamano “livelli psicologici”.
Si è trattato di un punto chiave, che il mercato per una parte della seduta ha anche provato a superare, arrivando fino a 19.640, ma poi, esauritasi la fiammata di entusiasmo e la cattura degli stop loss che molti ribassisti avevano posto poco oltre 19.500, le prese di profitto hanno preso il sopravvento e la seduta è andata a chiudersi a 19.436, chiaramente sotto 19.500 e di poco superiore ai minimi di seduta.
Spesso andamenti come quello di ieri sono un campanello d’allarme da non sottovalutare, poiché dimostrano l’incapacità del mercato di mantenere fino a fine seduta il segnale di forza che era riuscito a dare nelle fasi iniziali. Segnalano un possibile esaurimento della spinta rialzista ed aumentano in molti la tentazione di prendere profitto. A volte le inversioni di tendenza vengono anticipate proprio da candele come quella di ieri (inverted hammer), che si rivelano molto pericolose proprio quando vengono realizzate su massimi significativi.
Siccome non voglio fare il gufo, non mi spingo a considerare probabile una inversione di tendenza fin da oggi. Diciamo che è possibile, ma non ancora molto probabile. Quel che invece è certo è che il primo attacco alla resistenza è fallito. Pertanto mi auguro che il mercato trovi la forza di riprovarci fin da subito e di riuscire nel suo intento, smentendo il segnale di allerta consegnatoci ieri.
Sarebbe aiutato nella sua impresa da un risveglio degli altri indici europei e di quelli USA, che invece sonnecchiano abbastanza dopo i bagordi di fine anno. Se Dax e SP500 si dessero daffare a tornare sui massimi del 2013, il compito dei paesi emergenti europei (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo) sarebbe senz’altro facilitato.
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