Il Migliore dei Mondi possibili
19/12/2013 08:33
Il congedo di zio Ben sembra aver fatto il miracolo, mettendo in mostra il meglio delle sue doti comunicative.
Come mai era riuscito a fare in passato, nella conferenza stampa di ieri è riuscito a bucare il video, facendo digerire ai mercati il tapering, un provvedimento di svolta politica della Fed in senso restrittivo, come se fosse un regalo, suscitando un tripudio rialzista che ha spinto gli indici USA a chiudere su nuovi massimi storici.
La Festa d’addio a Bernanke è andata in scena esattamente come avevo ipotizzato ieri.
Un sapiente dosaggio di fatti indigesti ed aspettative radiose, che ha convinto i mercati a ripartire con convinzione al rialzo.
La crescita americana si sta rafforzando, tanto che la Fed ha rivisto al rialzo le previsioni per il prossimo anno, con il PIL visto in aumento ad un ritmo che potrebbe anche superare il 3%. Vengono meno le necessità di rianimazione che per 3 anni hanno accompagnato la lenta ripresa. La missione di fermare la grande crisi è compiuta. Gli USA hanno davanti a loro un periodo di crescita solida e duratura e Zio Ben può andare in pensione tranquillo ed attendere il tributo di riconoscenza che la storia gli assegnerà per aver risollevato l’America dalla crisi peggiore dopo quella del ’29.
Pertanto non c’è più nessun motivo di continuare la terapia intensiva del Quantitative Easing. Ed allora il tapering può iniziare. Senza fretta, a gennaio. Con una riduzione graduale ma moderata, cominciando con una sforbiciata agli acquisti di titoli per soli 10 miliardi (5 sui titoli garantiti da mutui e 5 sui titoli di stato). Poi le dosi successive saranno decise dal nuovo FOMC il prossimo anno. Un FOMC popolato di più colombe di quante ne ospitasse l’attuale organismo, e che avrà alla sua guida la super-colomba Janet Yellen. Bernanke non l’ha detto, ma implicitamente ha fatto capire che i mercati saranno in buone ed accomodanti mani.
Non basta. Ribadendo che i tassi di interesse rimarranno a zero almeno fino a quando la disoccupazione non scenderà sotto il 6,5% (ora è al 7%), cioè, secondo le previsioni Fed, almeno per tutto il 2014, ha addirittura ipotizzato che i tassi potrebbero essere lasciati immutati anche oltre, a prescindere dal calo della disoccupazione, qualora l’inflazione continuasse a procedere al di sotto del tasso annuale del 2%.
Beh… questo è il migliore dei mondi possibili per la speculazione rialzista, che ha subito rimesso mano al portafoglio ed ha ricominciato di buona lena gli acquisti a pioggia su tutti i listini USA, che hanno chiuso sui massimi ed a nuovi record storici.
Oggi toccherà ai mercati asiatici ed europei, che erano chiusi quando Bernanke ha parlato, seguire l’esempio degli indici USA ed aprire con un bel gap rialzista, cercando di allinearsi in fretta alla voglia di record di fine anno.
L’indice Giapponese ha già fatto il suo dovere avvicinandosi a poche decine di punti dal suo massimo annuale di 15.972, realizzato a fine maggio.
Quelli europei, che ieri hanno già scontato in anticipo una parte della festa, oggi apriranno in gap per completare i festeggiamenti. Poi cominceranno a valutare il contenuto dell’accordo raggiunto a Bruxelles nella notte, come d’abitudine, sulla definizione del meccanismo di intervento per salvare le banche in crisi. E’ il secondo tassello dell’Unione Bancaria, dopo la Vigilanza Unica attribuita alla BCE.
Per ora i dettagli non sono ancora pubblici. Si conoscono solo le dichiarazioni soddisfatte dei vari ministri. Le anticipazioni trasmettono la sensazione che la Germania, pur concedendo qualcosa, sia riuscita a bloccare gran parte della mutualizzazione dei rischi, mantenendo fermo il principio che il fondo salva-stati ESM non interverrà direttamente a salvare le banche, ma interverrà solo in ultimissima istanza prestando agli stati che abbiano difficoltà ad salvare da soli le proprie banche, dopo che azionisti, obbligazionisti e conti correnti superiori ai 100.000 euro saranno stati tosati per primi. Il meccanismo poi sembra sufficientemente farraginoso e dai tempi di realizzazione lunghi, calibrato sulle esigenze tedesche.
Non so quanto durerà la festa a cui i mercati americani hanno invitato gli altri listini. Abbiamo visto altre volte reazioni emotive cambiare segno nel giro di un giorno. Però è un fatto che gli indici USA ci mandano un chiaro segnale di fine della modesta correzione di dicembre e di continuazione rialzista del movimento di medio periodo dominante. Sappiamo che esistono significativi eccessi di lungo periodo che dovranno essere prima o poi riassorbiti. Sappiamo anche che dopo la corsa del 2013 non sarà affatto facile mantenere il medesimo ritmo rialzista anche il prossimo anno. Sappiamo infine che tutto ciò puzza di bolla speculativa e il ricordo storico di come finiscono le bolle non è rassicurante.
Sappiamo bene tutto ciò. Però i grafici dicono rialzo. E’ il trend, bellezza!