La Forza di Letta all'esame dei mercati
27/11/2013 08:36
Le Borse europee e quelle americane hanno trascorso ieri una tranquilla giornata di transizione, poco mosse e con poche emozioni, in attesa che termini questa settimana corta, caratterizzata dalla chiusura dei mercati americani nella giornata di domani per la Festa del Ringraziamento e la tradizionale abbuffata a base di tacchino, mentre venerdì si prolungherà il ponte con l’apertura dei mercati finanziari solo per mezza giornata. I molti dati macroeconomici comunicati hanno fornito indicazioni sostanzialmente positive, che tuttavia non hanno generato scosse significative, se si eccettua l’indice tecnologico Nasdaq Composite che, con un modesto rialzo, è riuscito a superare l’importante livello psicologico di quota 4.000 e tornare a valori che si videro solo nel settembre 2000.
La stabilità dei maggiori mercati, che attendono nuovi spunti per prolungare il rialzo fino a fine anno, è riuscita a fermare la caduta del nostro indice, che in mattinata ha nuovamente testato la media mobile a 50 periodi, ed ancora una volta è stato difeso dal supporto di area 18.500. A far tremare il nostro indice è stata assai più la caduta di Banca MPS per il secondo giorno consecutivo, dopo l’annuncio dell’aumento di capitale, che non le fibrillazioni politiche di questa settimana chiave per la politica italiana. Nella notte è stata approvata al Senato una Legge di Stabilità completamente stravolta dal maxi-emendamento del governo, che ha cambiato parecchio, senza però migliorarla, l’impostazione del testo, supina con l’Europa e le lobby, ma ancora cinica con i contribuenti e le imprese.
Il voto di fiducia richiesto dal Governo ha definitivamente ed ufficialmente ristretto la maggioranza delle ex-larghe intese, con l’adesione confermata dal Nuovo Centro-Destra, il partito degli alfaniani fuoriusciti dal PDL, ed il passaggio all’opposizione dei berlusconiani di Forza Italia, che si preparano alla manifestazione di piazza che oggi accompagnerà il voto sulla decadenza di Berlusconi, arrivato finalmente al giudizio dell’aula. L’offensiva mediatica di questi giorni ad opera del Cavaliere, con la presentazione delle famose “carte americane” che l’abile prestigiatore vorrebbe usare per l’estremo tentativo di illusionismo giudiziario, non basterà a salvarlo dalla decadenza. Ma serve ad occupare la scena ed inquinare i pozzi della convivenza civile, aizzando il popolo dei suoi ammiratori contro le istituzioni. Torna d’attualità il famoso finale del film di Moretti “Il Caimano”, che evoca l’assalto al Palazzo di Giustizia dopo l’arresto del Caimano.
Non credo che tutto ciò possa influenzare più di tanto la Borsa italiana, che probabilmente capitalizzerà l’approvazione della Legge di Stabilità e magari proverà ancora a rimbalzare. Il vero nodo infatti, più che la decadenza di Berlusconi, che continuerà a far politica come e più di prima anche dopo la decadenza, è la tenuta del governo nei prossimi mesi. Ieri la restrizione delle ex-larghe intese le ha consolidate, poiché la maggioranza si presenta teoricamente più coesa di prima. Però ora il PD si trova ad essere l’unica tra le 3 maggiori forze politiche italiane a portare la croce della maggioranza. Il Movimento 5 Stelle bombarda da sempre e Forza Italia ora intensificherà i suoi attacchi, sfruttando il largo (questo sì!) malcontento popolare. Fino a quando il PD riuscirà a sopportare il massacro in difesa della stabilità di Letta?
Credo che i mercati siano ora molto interessati alla contesa in casa PD, che arriverà all’epilogo delle primarie alla fine della prossima settimana. Sarà molto importante verificare le misure che assumerà la vittoria di Renzi, l’unico ritenuto in grado di condizionare realmente il destino del Governo. Una larga affermazione indebolirebbe sicuramente il destino del governo.
Ma, al di là delle chiacchiere, lasciamo parlare i grafici. L’indice Ftse-Mib è arrivato ora a contatto con la trend-line rialzista che unisce tutti i minimi ascendenti su cui si è confermato il trend rialzista partito a fine giugno. Una reazione è attesa in questi giorni. Siccome ipotizziamo che un trend debba essere considerato vivo fino a quando non arrivi un segnale di rottura, dobbiamo aspettarci come evento più probabile un tentativo di rimbalzo sulla trend-line, che non può tardare troppo. Se anziché il rimbalzo dovessimo verificare la rottura della trendline, dovremmo cominciare a dubitare della salute del nostro mercato e guardare a quota 17.700, che è il prossimo supporto incaricato di fermare le vendite.