USA di nuovo al galoppo?
22/11/2013 08:39
Quando un mercato azionario, come quello americano, espresso dall’indice SP500, pur essendo già salito del 26% da inizio anno e di quasi il 10% dal 9 ottobre al 15 novembre ieri, dopo aver addirittura raggiunto il livello storico di 1.800 punti, riesce a limitare a tre giornate di blanda correzione la necessità di rifiatare e riprende la corsa riportandosi a contatto con i massimi senza apparente difficoltà, ogni commento diventa superfluo.
La corsa verso sempre nuovi massimi e verso bonus sempre più ricchi per i banchieri delle banche d’affari e per i gestori dei fondi hedge della City e di Manhattan pare inarrestabile. Le chiacchiere, come si dice, stanno a zero.
Niente, apparentemente, può fermare la galoppata del toro di fine anno, che corre spedito verso la Festa del Ringraziamento, quando, dopo aver tirato il collo al classico tacchino, gli americani si precipitano nei supermercati per approfittare delle offerte valide solo quel giorno ed avviano la stagione degli acquisti natalizi, che anche quest’anno daranno il tocco decisivo ai bilanci delle imprese commerciali e coloreranno la faccia del PIL dell’ultimo trimestre del 2013.
L’euforia è palpabile ed incoraggia l’assunzione sempre più allegra del rischio, che porta alla frenesia dell’accaparramento di titoli che si allontanano nei prezzi sempre più dalla realtà degli utili societari, A questo punto penso che ai festeggiamenti dei banchieri d’affari faccia da contraltare la sommessa preoccupazione delle autorità di controllo. Permettetemi una risatina nel dover definire “di controllo” istituzioni come la Federal Reserve, che hanno provocato, alimentato e prolungato oltre ogni limite di buon senso la corsa speculativa dei listini. Sta di fatto che la campanella che decreterà il “game over”, prima o poi dovrà essere suonata proprio da questi “controllori”, mediante quello che in tutto il mondo abbiamo imparato a chiamare “Tapering”: la riduzione progressiva degli stimoli, fino a riportare la situazione monetaria alla normalità.
Questa operazione equivale al dover ridurre la dose di stupefacenti ad un tossico che da anni ha aumentato progressivamente l’assunzione di sostanza. E’ molto difficile e densa di rischi che il tossico, in crisi di astinenza, compia gesti inconsulti. Per questo Bernanke e soci, in attesa di passare la patata bollente alla signora Yellen ed al nuovo board della FED, esitano ad agire. Non vogliono essere ricordati come quelli che hanno fatto arrabbiare i mercati.
Perciò ritengo che sia altamente improbabile che nell’ultima seduta del FOMC dell’anno, che si terrà il 17 e 18 dicembre prossimi, venga deciso l’inizio del tapering. Non rovineranno la festa di fine anno al toro scatenato ed ai banchieri ubriachi di bonus.