Una Bolla da sgonfiare
21/11/2013 08:37
Per il terzo giorno consecutivo gli indici americani sono arretrati dai massimi realizzati all’inizio della seduta di lunedì scorso. Non si tratta di una correzione particolarmente brutale, almeno per ora. Sembra più una semplice presa di beneficio da parte di qualche investitore che approfitta del forte rally per mettere in tasca i guadagni.
D’altra parte, in mancanza di dati particolarmente significativi, le cronache si nutrono di chiacchiere e, a seconda di chi parla, possono leggersi o udirsi sui mezzi di informazione specializzata le opinioni più discordanti. C’è chi ritiene che arrivando a 1.800 punti l’indice SP500 sia andato troppo avanti e presenti segni di eccesso che debbono essere corretti. Altri, come il riccone Buffet, sostengono che le azioni non sono ancora troppo care e dispensano la facile previsione che tra 5 o 10 anni i valori saranno più alti di oggi. Anche in ambito FED si alternano le opinioni dei falchi, come Bullard, a favore dell’inizio del tapering già a dicembre, con quello delle colombe, che non hanno fretta di togliere il piede dall’acceleratore del QE. Intanto Bernanke sembra preoccupato di far capire ai mercati che se anche il tapering iniziasse, non si tratterebbe di stretta monetaria, ma solo di una lieve attenuazione dell’accondiscendenza.
E’ il classico problema che si pone ogni volta che si esagera nel gonfiare bolle speculative: come convincere i mercati a sgonfiare gli eccessi in modo moderato. E’ un’impresa difficilissima, che assai raramente riesce alle autorità di controllo. Personalmente non ho mai visto bolle speculative sgonfiarsi lentamente. Quando diventa chiaro a tutti che si sta vivendo al di fuori della realtà e si è perso il contatto con il buon senso, al momento in cui scatta il “si salvi chi può” le bolle scoppiano fragorosamente, velocemente e con danni generalizzati. L’unica possibilità di evitare questo triste finale risiede nel non gonfiare queste bolle. Quando invece si persevera nel continuare a gonfiare illusioni nei prezzi attraverso elargizioni continue e prolungate di moneta facile, l’esito diventa difficilmente evitabile. Si può tentare di rinviare la resa dei conti con parole rassicuranti ed opere ancora accomodanti.
Ora siamo in questa situazione. Si cerca di prendere tempo per convincere che la bolla si sgonfierà moderatamente. Se succedesse sarebbe la prima volta.
Tuttavia ho motivi di pensare che il finale d’anno sarà ancora all’insegna del rialzo. Ci sono ricchi bonus da incassare da parte dei gestori delle banche d’affari, che difficilmente toglieranno il piede dall’acceleratore, cercando di arrotondare ulteriormente la già abbondante performance ottenuta finora.
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