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Larghe Intese cercasi... in USA
09/10/2013 06:53

Ogni giorno che passa lo spettro del default USA si fa sempre più nitido agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, scossa dal cinismo dei politici americani. Costoro debbono aver fatto indigestione di film d’azione, quelli, per intenderci, dove la bomba è collegata ad un timer che scandisce inesorabilmente il tempo a disposizione prima che la detonazione mandi tutti al creatore. Nei film l’eroe riesce sempre a disinnescare il meccanismo all’ultimo secondo e, se ci riescono i supereroi, vuoi che non ci riescano i democratici ed i repubblicani?
Perciò la partita col destino continua a svolgersi sul filo del rasoio ed i mercati si fanno via via più pensierosi. Ieri ad esempio, Obama, poco prima di nominare, come da previsioni, la colomba Janet Yellen a sostituire Bernanke il prossimo febbraio, ha avuto la bella idea di dichiarare pubblicamente che non accetterà alcun ricatto dai repubblicani, benché il default possa essere paragonato ad una bomba atomica per i mercati finanziari. Non è propriamente un esempio di flessibilità negoziale.
Molti investitori stanno pensando allora che togliere un po’ di soldi dal piatto, che si fa sempre più rischioso, è probabilmente una buona idea. Del resto si può tornare ad investire e risaltare in groppa al toro quando il default sarà scongiurato. Per la serie “non succederà, ma toccare ferro non costa nulla”.
Ecco allora che l’indice USA SP500 ha continuato la sua discesa fino a 1.655, violando la trend line rialzista che unisce i 3 minimi ascendenti di novembre dello scorso anno, giugno ed agosto di quest’anno. La decisione con cui è stata sfondata la trendline induce a pensare che il forte supporto di 1.627, che fece rimbalzare il mercato ad agosto, sia nel mirino del mercato, magari già fin da questa settimana.
Un suo sfondamento decreterebbe poi la fine del lungo trend rialzista che si dipana dal marzo del 2009, con implicazioni fortemente negative per i mercati azionari. La situazione grafica comincia perciò a presentare connotazioni pericolose
Non resta che sperare che la diga resista e che i politici americani mostrino la stessa flessibilità che caratterizza quelli nostrani, sempre pronti a qualsiasi giravolta pur di salvare la poltrona. Per agevolare il compito dei parlamentari americani, troppo rigorosamente ancorati alle rispettive e contrapposte ideologie integraliste, si potrebbe suggerire di organizzare un convegno di studio sul tema delle larghe intese, con Letta ed Alfano come relatori ed il contributo del filmato in cui Berlusconi dichiara, “non senza travaglio” la fiducia al governo che voleva far cadere solo mezz’ora prima. Servirebbe sicuramente a calmare i bollenti spiriti con una salutare iniezione di andreottismo.

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