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Chi vuol esser lieto sia...
14/09/2012

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Dopo Draghi e la Corte Costituzionale tedesca anche il terzo ostaggio dei mercati ha parlato il linguaggio che la grande speculazione e le componenti più corrotte e corruttrici del sistema finanziario volevano sentire.
E’ arrivato ufficialmente anche il tanto atteso Quantitative Easing numero 3. Si tratta della terza e spudorata, fornitura di droga finanziaria alla speculazione. Festeggiano le banche, gli indici azionari di tutto il mondo, secondo la classica regola che quel che piace a Wall Street, piace a tutti. Si sta concludendo sugli allori un’altra settimana di rally azionario trainato dalle banche, che stappano bottiglie di champagne.
La FED, per bocca del suo Capo, ha prolungato di altri 6 mesi la inutile (per l’economia) politica dei tassi a zero, affermando che durerà almeno fino a metà dell’anno 2015, garantendo ulteriormente le possibilità di carry trade sul dollaro. Inoltre ha prorogato fino a fine anno la cosiddetta Operation twist (vendita di titoli di stato a breve e acquisto di bond a lungo termine). Ma soprattutto ha deciso, dopo averlo fatto per diversi mesi sulle curve dei tassi sui titoli di Stato, di mettersi a manipolare anche il mercato dei bond basati sui mutui, i cosiddetti Mortgage Based Securities, acquistandoli al ritmo di 40 miliardi di dollari al mese, e garantendo che la nuova fornitura di dollari durerà fino a che sarà necessario.
Infine, a dimostrazione della propria autostima, ha ridotto le stime sul PIL del 2012 (non poteva farne a meno, dato il rallentamento in atto), ma ha aumentato quelle del 2013 e 2014. L’ottimismo non costa nulla.
Bernake, che evidentemente non teme il ridicolo, oppure conta sull’amnesia degli americani, propone di sovvenzionare mediante la stampa di freschi dollari, il business del sogno americano, mutui che le banche erogano allegramente anche a chi non potrà mai ripagarli, per poi impacchettare i loro crediti sotto forma di collaterale di prodotti finanziari (appunto i MBS) da piazzare sul mercato e distribuire nel sistema finanziario. A mio parere è una delle peggiori invenzioni dell’ingegneria finanziaria, perché realizza l’occultamento del rischio. Tali prodotti andrebbero disincentivati, se non vietati, poiché autorizzano la separazione tra chi eroga il credito e chi si assume il rischio di insolvenza. Chi emette il mutuo ha interesse ad erogarlo anche a pessimi pagatori, poichè crea subito un’obbligazione MBS e la piazza sul mercato, trasferendo agli investitori il rischio di insolvenza. Infatti se poi i debitori inaffidabili non pagheranno le rate il problema ricadrà non su chi li incautamente sovvenzionati, ma su chi si è comprato il MBS.
E’ appena il caso di far notare che i MBS sono il comparto obbligazionario che scatenò la bolla speculativa della metà del secolo scorso e che diventò in gran parte “tossico” nel 2008, quando esplose la realtà dei fallimenti personali e dello sgonfiamento di valore dei titoli basati sui mutui subprime. Si tratta di bonds di cui sono ancora piene le banche americane, quelli che con la loro svalutazione rovinano i bilanci e tengono sotto scacco i multipli bancari.
Invece di disincentivarli, Bernanke li sponsorizza con danaro sonante, alimentando il perverso circuito e facendo un colossale regalo alle banche più avventuriere, che gioiscono per la possibilità di scaricare alla FED i cadaveri in portafoglio. Infatti ieri, dopo l’annuncio a sorpresa (sorpresa non per la partenza del QE3, che tutti si aspettavano, ma per le modalità: nessuno osava pensare che la droga fornita sarebbe stata della peggior specie), i titoli bancari americani sono schizzati in alto, alimentando l’ennesimo rally di Wall Street.
La manovra di Bernanke piace ai mercati ed alla speculazione. Sembra risolvere qualche problema di breve termine (ne risolve parecchi alle grandi banche: fornisce liquidità gratis e sistema i bilanci tossici), ma sparge nel sistema una quantità enorme di virus letali, che però ci metteranno un po’ di tempo a svilupparsi e a generare gli effetti negativi più eclatanti. Il popolo, come già fece con Greenspan, potrà gioire delle capacità terapeutiche di un dottore che prescrive calmanti e sigarette ad un malato di cancro ai polmoni. Gioiranno soprattutto i fornitori di sigarette finanziarie (le banche d’affari): potranno alimentare una nuova fase di illusionismo, che probabilmente riporterà gli indici azionari ai massimi assoluti in presenza di un’economi reale in agonia, ma piena di liquidità stampata da Bernanke, che verrà sparata in borsa per generare cospicui utili da trading. Prima o poi il gioco finirà, come finì nel 2008. Ma quel che conta è scappare prima degli altri e se proprio non si riesce a scappare si troverà sempre il salvataggio di stato per le banche più importanti, che”non possono fallire”. La collettività del 99% continuerà a pagare il conto degli azzardi speculativi degli squali di Londra e di Wall Street favoriti dalla FED.
Ciò che fa arrabbiare ulteriormente è che solo un giorno prima della performance da pusher di Bernanke abbiamo assistito ad un altro triste spettacolo di cinismo per opera della Corte Costituzionale tedesca. I giudici tedeschi si sono allineati alle aspettative dei mercati ed hanno dato il via libera al Fondo ESM, consentendone così la partenza ufficiale. Ma il dispositivo della sentenza, con argomentazioni assai discutibili e, a mio parere, francamente ridicole, ha posto paletti assurdi a tutela della sovranità tedesca. La prima condizione, ovvia e già rispettata in passato, stabilisce che ulteriori impegni, che superino quelli già presi dalla Germania, dovranno essere approvati dal Parlamento. La seconda rasenta il demenziale, poiché fissa in 190 miliardi (la somma già impegnata) il tetto massimo di partecipazione finanziaria della Germania per l’ESM, il cui superamento metterebbe in discussione la sovranità tedesca.
I giudici sono così riusciti in un sol colpo a esplicitare tre sciocchezze: la prima è stabilire un prezzo alla sovranità tedesca. La seconda è fornire una chiara informazione agli speculatori, indicando loro che l’ESM non verrebbe rifinanziato una volta superata la sua attuale dotazione di 700 miliardi di Euro, che non bastano a salvare la Spagna e l’Italia. La terza e peggiore di tutte è la chiara ammissione di quanto importi al popolo tedesco l’Unione Politica, che la Merkel ha sbandierato come una necessità e Barroso nei giorni scorsi ha pomposamente sponsorizzato, affermando di star lavorando alla modifica dei trattati per arrivare a trasformare l’Europa in una Federazione di Stati. La Suprema Corte di Cermania ci dice che se il tutto costa più di 190 miliardi i tedeschi se ne fregano. Alla faccia dell’Unione Politica.
Anche questa vicenda appare una pezza peggiore del buco. Crea un sollievo di breve termine che copre la mancanza di un progetto di lungo periodo, più o meno come la furbata di Bernanke.
Ma i mercati festeggiano: Chi vuol esser lieto sia…

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