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Il Profilo troppo basso del Professore
25/11/2011

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Probabilmente non brillo per intelligenza, ma debbo confessare di non aver capito per nulla l’atteggiamento che il nostro tecno-premier ha tenuto ieri al consesso dei due grandi d’Europa in quel “Vertice Trilaterale” che si è svolto a Strasburgo e che di tante aspettative è stato caricato dalla stampa italiana.
La quale, peraltro, oggi dà molto più risalto alla facciata coreografica sulla nuova dignità che è stata restituita all’Italia, grazie alla conferenza stampa congiunta ed agli apprezzamenti cortesi rivolti al nostro Premier, che alla sostanza degli argomenti discussi.
Io mi aspettavo che Monti, trovandosi invitato a partecipare alla eterna disputa che da mesi ormai divide Merkel e Sarkozy, sfruttasse la presunta nuova credibilità conquistata per spingere la discussione verso l’esito che permetterebbe all’Italia di uscire dai guai.
Semplificando, Sarkozy ha fatto appello ancora una volta alla gelida teutonica affinchè accetti di varare gli eurobonds, garantiti da tutti i paesi dell’eurozona e da utilizzare per finanziare a tassi normali i paesi più in difficoltà. Per dare maggior forza allo strumento ha anche chiesto di cambiare il ruolo della BCE per fornire ad essa la possibilità (o magari l’obbligo, se questa parola non suonasse come lesione dell’indipendenza della banca centrale dalla politica) di acquistarli senza limiti, stampando eventualmente moneta. In cambio si potrebbero inserire norme più stringenti e limitazioni di sovranità dei singoli stati in materia di politica finanziaria e fiscale a vantaggio delle istituzioni europee, che potrebbero così graduare l’assegnazione dei finanziamenti in base alla disciplina fiscale dei partecipanti.
La Merkel ha risposto che la revisione dei trattati per garantire che gli indisciplinati facciano i compiti la vede favorevole, ma che le altre due proposte son sono assolutamente da prendere in considerazione. Concetti già più volte ribaditi e di quali non si schioda.
Monti, chiamato a dire la sua, sapendo che l’unico modo per evitare il fallimento del nostro paese, che i mercati stanno cominciando a scontare con sempre maggior convinzione ed accelerazione, è l’accettazione delle proposte di Sarkozy, avrebbe potuto spendere la sua tecno-credibilità per spiegare alla tedesca che non è poi così conveniente per la Germania spingere l’Italia al default, perché la cosa farebbe saltare le banche di tutta Europa e quelle risorse virtuali (garanzie) che i tedeschi vogliono evitare di impegnare, finirebbero per doverle cacciar fuori realmente per salvare le loro banche e per fronteggiare la terribile depressione che il default scatenerebbe. Avrebbe poi anche potuto far riflettere la Merkel sul fatto che le misure prese al momento giusto costano assai meno delle stesse prese in ritardo. La Grecia insegna. Se si fosse affrontato il salvataggio quando i problemi nacquero, invece di tergiversare come stanno facendo ora con noi italiani, la pratica sarebbe costata molto meno di quanto stia costando il fantomatico “default pilotato”, che peraltro nessuno ancora sa se andrà in porto. Avrebbe poi potuto presentare qualche conticino sugli effetti di questa crisi, dimostrando che la bufera finanziaria e la fuga degli investitori verso i porti sicuri ha fatto diminuire i tassi che paga la Germania per finanziare i suoi bund ed aumentare quelli che pagano tutti gli altri. Due anni fa la Germania pagava il 3,2%, la Francia il 3,5%, l’Italia il 3,9% sui rispettivi titoli di stato. Oggi la Germania paga l’1,9%, la Francia sempre il 3,5%, l’Italia il 7,2%. Le differenze significano un risparmio di qualche decina di miliardi per la Germania e un aggravio di parecchie decine di miliardi a regime per noi. Per cui ora, fino a prova contraria, siamo stati noi ad aiutare i tedeschi. Non avrebbe guastato ricordare che il nostro paese è stato obbligato a fare compiti così pesanti che nel 2012 avrà un consistente avanzo primario e nel 2013 addirittura il pareggio di bilancio, persino incastonato nella Costituzione, per cui il debito non potrà più salire. Ma tutto questo ci costerà una recessione che è ormai iniziata e si sta già aggravando prima che i compiti siano terminati. Invece i tedeschi hanno un disavanzo che nel 2012 è previsto in crescita e nessun pareggio di bilancio all’orizzonte. Sarebbe bene che cominciassero a farlo anche loro qualche compitino, invece di dare lezioni agli altri.
Invece di esporre queste verità, che cosa mai si inventa il nostro educatissimo premier?
Che la Merkel ha perfettamente ragione, sui compiti che devono fare gli altri e che noi italiani faremo, sulla BCE che non deve finanziare gli stati, mentre concede a Sarkozy solo la titubante sponda che “gli eurobond potrebbero essere d’aiuto”, quasi lasciando intendere “… sempre che non diano troppo fastidio ai tedeschi”.
Alcuni giornalisti francesi parlano di un Sarkozy, dopo la zuccherosa conferenza stampa, inferocito per essere stato lasciato solo a chiedere quel che serve certamente alla Francia, ma assai più all’Italia.
Non capisco quale sorta di strategia stia attuando il nostro bocconiano. Può darsi che si tratti di una raffinata applicazione delle più moderne teorie dei giochi, che il raffinato economista ben conosce. Oppure può darsi che il Professore, conoscendo l’arte di passare gli esami quando ci sono due esaminatori, abbia deciso di sviolinare il più severo, anche a costo di indispettire il più indulgente, sapendo che in tal modo magari si riesce a strappare l’indulgenza per il rotto della cuffia.
Quale che sia la sottile strategia, debbo ammettere che non la capisco. Il comportamento di Monti verso la Germania mi è parso non educato, ma deferente, non autorevole, ma servile. Sarà per questo che piace così tanto agli euro-burocrati?
E’ certamente un bene mantenere il basso profilo. Ma quando il profilo si abbassa troppo rischia di presentarci al prossimo in quella strana posizione a 90 gradi tipica delle vignette di Altan con tanto di ombrello.

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Pierluigi Gerbino - P. Iva 02806030041
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