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Cattive notizie macro e le borse vanno giu' (di Pierluigi Gerbino)
21/10/2007

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La settimana centrale di ottobre ha portato una nutrita serie di indicazioni sulla salute dell’economia americana (e di conseguenza su quella mondiale), che, a ben vedere, sono state quasi tutte piuttosto negative.
Al punto da spingere gli indici azionari americani venerdì 19 ottobre a celebrare con un vistosissimo calo l’anniversario del Black Monday, cioè il grande crollo che proprio venti anni prima aveva generato una perdita dell’indice Dow Jones del 22,6% in un solo giorno.
Le principali cause di questa improvvisa fine delle illusioni è rappresentata dall’ennesimo tonfo del mercato immobiliare, di cui è stato reso pubblico mercoledì scorso l’ennesimo tonfo nel mercato delle nuove costruzioni, che sta vivendo il suo peggior periodo del dopoguerra. Il settore edilizio si sta avvitando nella spirale perversa della riduzione della domanda, che genera caduta dei prezzi, che genera nuova riduzione di domanda. Parallelamente, e proprio a causa del calo dei prezzi delle case, aumentano i problemi sui mutui e molti debitori non troppo solidi si vedono arrivare dalle banche richieste di rientro e di rinegoziazione a condizioni assai peggiori.
Il fatto poi che le insolvenze siano oggi circa il doppio di quelle dello scorso anno non favorisce la ripresa del mercato immobiliare, poiché alle già troppe case in vendita si aggiungono quelle provenienti dalle vendite giudiziarie dei tribunali fallimentari.  
Quel che sembra preoccupare il mercato per le consegenze sull’intera economia è il fatto che ormai anche le principali istituzioni, come il NAHB e persino la Federal Reserve, che fino a 3 mesi fa negava la gravità del problema immobiliare, ormai ammettono apertamente che la crisi di questo settore non ha ancora raggiunto l’apice e le difficoltà dovrebbero durare ancora molti mesi.
Ai problemi dell’immobiliare si sono aggiunti ultimamente anche quelli del settore finanziario, che però molti nei giorni scorsi vedevano in via di soluzione, grazie al taglio dei tassi di San Bernanke.
Invece le trimestrali che stanno arrivando dal settore, tra cui quelle di Bank of America e Wachovia, dimostrano non solo che in estate la crisi subprime ha pesato molto sui bilanci delle principali banche USA, ma anche che l’outlook resta negativo, il che, tradotto, significa che le cattive notizie non sono finite ed i prossimi mesi potrebbero riservare altre amarezze, specialmente se non si riuscirà a tamponare la perdita di valore della spazzatura legata ai mutui subprime in possesso alle banche direttamente o tramite veicoli più o meno nascosti come i Siv ed i Conduit, di cui abbiamo fatto la scoperta anche in Italia con il caso Unicredito.
Ad appesantire il clima del settore creditizio americano, cominciano ad arrivare le prime richieste di risarcimento da parte di chi si è sentito truffato dall’allegra gestione dei crediti subprime. E si sa che in Usa i tribunali sono molto meno teneri con le banche di quanto non lo siano quelli italiani.
Aggiungiamo che il Beige Book della Federal Reserve ha cominciato a percepire il rallentamento della crescita in molte aree degli USA ed il calo del dollaro che si unisce all’aumento del petrolio e crea una miscela piuttosto inflazionistica.
Ce n’è abbastanza per ipotizzare, se non che ci avviamo verso la stagflazione, almeno che i prossimi mesi non saranno una passeggiata per l’economia USA, dato che molti nodi stanno forse venendo al pettine. Prevedere bilanci societari sempre in crescita a doppia cifra è diventato ormai un esercizio da temerari. Per cui anche gli indici azionari cominciano a non essere più cosi a buon prezzo come invece ci è stato detto in tutti questi mesi per giustificare il rally.
Va comunque detto che non tutti i mercati finanziari sono scesi. Chi è posizionato sul petrolio, sull’oro e sull’Euro contro dollaro sta invece festeggiando nuovi records ottenuti proprio la settimana passata. Per qualcuno il bicchiere è colmo, per altri comincia ad apparire mezzo vuoto.
Nei prossimi giorni avremo altri dati sul settore immobiliare e gli ordini di beni durevoli, che potrebbero cominciare a flettere se le imprese prenderanno atto del possibile riflesso sui consuni delle difficoltà finanziarie di molte famiglie USA, e tirenanno in barca i remi degli investimenti. Attenzione particolare va prestata anche alle comunicazioni societarie, in particolare a quelle del settore bancario (Merrill Lynch), in grado di sconvolgere i mercati.
 
MARKET MOVERS dei prossimi giorni
Giorno
Ora
Dove
Evento
Preced.
Previs.
Commento
Lun. 22
20:45
EUR
Discorso di Trichet a New York
 
 
 
Comunicazioni societarie: Apple, Merk&Co
Mar. 23
 
 
Comunicazioni societarie: Ford, AT&T, BP, STM, Amazon
Mer. 24
10:00
EUR
PMI (composito) Settembre
54,7
54,6
 
 
10:00
EUR
PMI manifatturiero (composito) Settembre
53,2
53,1
 
 
16:00
USA
Vendita case esistenti Settembre mln
5,50
5,3
Negativo per azionario e dollaro se inferiore a previs.
 
 
USA
Scorte petrolio settimanali
 
 
 
 
 
 
Comunicazioni societarie: Fiat, Merrill Lynch, Boeing, Conoco
Gio. 25
10:00
GER
IFO Ottobre
104,2
103,8
 
 
14:30
USA
Ordini beni durevoli Settembre m/m
-4,90%
+1,5%
 
 
14,30
USA
Sussidi disoccupazione settim.
337.000
326.000
 
 
16:00
USA
Vendita di nuove case Settembre ann.
795.000
783.000
Negativo per azionario e dollaro se inferiore a previs.
 
18:00
EUR
Intervento di Trichet a Francoforte
 
 
 
Comunicazioni societarie: Microsoft, General Motors, Royal Dutch Shell
Ven. 26
 
JAP
CPI a/a Settembre
-0,1%
-0,10%
 
 
 
GER
CPI (lander) a/a Ottobre
+2,5%
2,4%
 
 
10:00
EUR
Moneta M3 a/a
11,6%
11,4%
 
 
16:00
USA
Fiducia famiglie (Michigan) Ottobre
83,4
82,5
Negativo per azionario e dollaro se inferiore a previs.
Legenda: In neretto i dati più importanti; a/a= anno su anno;   m/m= mese su mese; t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo; Preced.= ultimo dato pubblicato; <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari; brl=barili
Dati tratti da Ufficio Studi Banca Intesa; Bloomberg, CNN. Commenti di Borsaprof.it
 

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