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Gli errori statistici trascinano i mercati (di Pierluigi Gerbino)
08/10/2007

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Nei giorni scorsi sul fronte macroeconomico abbiamo assistito ad una serie di dati quasi sempre peggiori delle attese, anche se non devastanti, che testimoniano il rallentamento in corso dell’economia USA. In particolare il settore edilizio sta ancora soffrendo parecchio con continui record negativi, ritoccati ogni mese, nelle vendite di abitazioni residenziali. Anche i prezzi delle case stanno continuando a calare, con un avvitamento che sembra oggettivamente preoccupante.
Tuttavia i mercati hanno sostanzialmente snobbato le brutte notizie, poiché sono ancora convinti che la Fed sia intenzionata a sostenerli con tagli ai tassi in caso di congiuntura troppo debole. Hanno invece esaltato le poche buone notizie, come quella relativa alla creazione di posti di lavoro, pubblicata venerdì scorso.
Il sistema americano continua a creare posti di lavoro, nonostante la crisi dei mutui e del settore immobiliare, anche se non più ai ritmi di inizio anno. Infatti la media del primo trimestre è stata +142.000, quella del secondo +126.000, mentre quella del terzo trimestre soltanto +97.000. Il trend è chiaramente in calo, anche se la situazione è ben lontana da quella temuta da alcuni, che si erano giustamente spaventati per il dato negativo comunicato in agosto (il primo dato mensile negativo da quattro anni a questa parte).
L’Ufficio Statistico del Ministero del Lavoro USA ha fugato i timori stimando che in settembre le assunzioni nel settore pubblico hanno compensato i cali occupazionali dell’edilizia e consentito addirittura di superare di 10.000 unità le previsioni degli esperti che parlavano di 100.000 nuove creazioni di posti di lavoro.
Ma quel che è più rilevante è che, magicamente, è stato rivisto anche il dato di agosto ed il terribile -4.000 è diventato un +89.000 posti di lavoro.
Ovviamente i mercati azionari USA hanno preso volentieri atto che il crollo dell’occupazione era solo un grossolano errore statistico e sono volati ai massimi assoluti, mentre il dollaro ha recuperato gran parte delle perdite delle settimane scorse nei confronti dell’Euro.
Ora lo scenario pare decisamente mutato e sicuramente il timore di recessione, almeno nell’immediato, sembra allontanarsi. Del resto sembrano allontanarsi anche le speranze di immmediati ulteriori tagli ai tassi da parte della Fed, che, se il 18 settembre scorso avesse avuto a disposizione il vero dato sull’occupazione, probabilmente avrebbe tagliato i tassi soltanto di un quarto di punto e certamente i mercati avrebbero accolto la notizia con ben altro entusiamo rispetto a quello che invece li ha spinti al recupero delle ultime settimane.
Quando succedono cose come queste è difficile trattenersi dal pensare che l’errore statistico sia stato magari “favorito” dall’intenzione di forzare la mano alla Fed spingendola a tagliare in modo più aggressivo del previsto.
Ovviamente la malafede va provata, e di prove non ce ne sono. Tuttavia quel che si è visto basta a provare l’inefficienza dei metodi di stima adottati dagli uffici pubblici preposti al rilascio di queste importanti statistiche, così seguite dai mercati. Ricordo che non è la prima volta che le revisioni successive di questo dato ribaltano completamente i dati comunicati in precedenza. Inoltre non tutti sanno che sul mercato del lavoro le revisioni non finiscono mai. Oltre a quelle che si riferiscono ai mesi immediatamente precedenti, viene sempre pubblicata con un certo ritardo (per questo la stampa economica se ne disinteressa) il dato definitivo su base trimestrale. Ebbene assai spesso i dati definitivi stravolgono ulteriormente le stime provvisorie, rendendole, col senno di poi, del tutto illusorie.
C’è chi ha calcolato che l’inaffidabilità dei dati stimati ogni mese sul mercato del lavoro, rispetto a quelli definitivi, sia intorno al 70%.
Ditemi voi che senso ha stare ad agitarsi quando esce la prima stima del mese, se si sa che mediamente sarà sbagliata al 70%.
I prossimi giorni non presentano abbondanza di dati sensibili, anche se una certa importanza sembra averla il dato sulla Bilancia commerciale USA e quelli su vendite e fiducia dei consumatori Usa di venerdì. La settimana dovrebbe però essere maggiormente condizionata dagli interventi dei banchieri centrali. Sia Trichet che Bernanke interverranno ed anche la banca del Giappone comunicherà la sua scelta sui tassi di interesse.
Inizia intanto con Alcoa e GE la stagione delle trimestrali societarie, chiamata a chiarire se il rallentamento dell’economia si sta riflettendo o meno sui bilanci societari.
 
MARKET MOVERS dei prossimi giorni
Giorno
Ora
Dove
Evento
Preced.
Previs.
Commento
Lun. 8
 
 
Mercati chiusi per festività in USA e Giappone
 
 
 
12.00
GER
Ordini all’ industria Agosto m/m
-7,10%
+2,10%
 
Mar. 9
10:30
EUR
Audizione di Trichet al Parlamento Europeo
 
 
 
12:00
GER
Produzione industr. Agosto m/m
+0,10%
+0,50%
 
 
20:00
USA
Verbali del FOMCdi Settembre
 
 
 
 
 
 
Comunicazioni societarie: Alcoa, Chevron
Mer. 10
16:00
USA
Riserve petrolio sett. Mln barili
321,8
 
 
 
 
 
Comunicazioni societarie: Monsanto
Gio. 11
 
JAP
BOJ: decisione sui tassi
0,50%
0,50%
Scontato dal mercato
 
11:00
EUR
PIL (2 a stima) a/a
+3,20%
+2,50%
 
 
14:30
USA
Sussidi disoccupazione settim.
317.000
315.000
 
 
14:30
USA
Bilancia commerciale Agosto
-59 mld $
-59 mld $
Se peggio di previs. negativo per dollaro
 
 
 
Comunicazioni societarie: Pepsico, Aicon
Ven. 12
11:00
EUR
Produzione industr. Agosto m/m
+0,60%
+0,20%
 
 
14:30
USA
Vendite al dettaglio Settembre m/m
+0,30%
+0,20%
Se inferiore a previs. male per dollaro, azionario, bene per obbligazionario
 
15:10
USA
Intervento di Bernanke
 
 
Muove i mercati
 
16:00
USA
Scorte delle imprese m/m Agosto
+0,50%
+0,30%
 
 
16:00
USA
Fiducia famiglie (Michigan) Ottobre
83,40
84,00
Se inferiore a previs. male per dollaro, azionario, bene per obbligazionario
 
 
 
Comunicazioni societarie: General Electric
Legenda: In neretto i dati più importanti; a/a= anno su anno;   m/m= mese su mese; t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo; Preced.= ultimo dato pubblicato; <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari; brl=barili
Dati tratti da Ufficio Studi Banca Intesa; Bloomberg, CNN. Commenti di Borsaprof.it

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