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Focus Macroeconomico (di Pierluigi Gerbino)
04/09/2007

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Dopo la tempesta agostana, dovuta allo scoppio della bolla subprime, parecchie cose sono mutate nello scenario economico mondiale.
Da un lato si registra una notevole contrazione di liquidità disponibile ed una maggior selettività nell’erogazione del credito da parte delle banche, benchè le principali banche centrali si siano prodigate a fornire con interventi eccezionali quotidiani parecchia moneta aggiuntiva a condizioni di favore proprio a vantaggio di quelle istituzioni creditizie maggiormente in difficoltà.
Per ora comunque il cosiddetto “credit crunch” non è debellato e l’era del denaro facile sembra storia passata.
Stanno perciò aumentando le pressioni dei mercati (ed anche dei politici) affinchè le banche centrali mutino la loro politica monetaria nel senso di un maggiore accomodamento (taglio dei tassi). Probabilmente in settembre avremo una limitata accondiscendenza a queste richieste con un taglio di un quarto di punto da parte della FED e con il rinvio del rialzo che era nelle intenzioni della BCE.
D’altra parte è stato il mercato medesimo a provocare una sorta di auto-restrizione creditizia.
L’altro aspetto, che andrà verificato nelle prossime settimane, è quali conseguenze la crisi finanziaria d’agosto, con la conseguente rivalutazione del premio al rischio, avrà sugli operatori finanziari e sull’economia reale. Nei giorni scorsi molte finanziarie che operano nel settore mutui hanno chiuso bottega o licenziato consistenti quote di personale. Qualche fondo hedge ha comunicato situazioni di pre-fallimento. Tuttavia l’industria dell’investimento alternativo è assai poco trasparente e comunica la situazione patrimoniale con un certo ritardo. A fine settembre e ad ottobre potrebbero quindi venire a galla altre situazioni critiche.
Sull’economia reale non credo che l’attuale restrizione creditizia abbia conseguenze sugli investimenti, per il semplice motivo che sono già abbastanza ridotti. Sembra invece avere impatto su tutta quella serie di operazioni di Leverage Buyout (acquisizioni, fusioni, scalate) che prevedono il finanziamento esterno, divenuto ora piuttosto arduo. Anche il carry trade sembra essersi ridimensionato in misura notevole. Se pensiamo che queste due attività erano state in primavera la principale fonte dell’esuberanza dei mercati, appare difficile un ritorno dei mercati azionari ai massimi.
Potrebbe esserci inoltre qualche impatto negativo sui consumi, per via della restrizione indotta sul credito al consumo.
Quel che potrebbe invece avere conseguenze molto gravi sulla capacità di spesa dei consumatori americani è il deterioramento del settore immobiliare, che continua ad aggravarsi (i prezzi delle case stanno accelerando la loro discesa) e, siccome molti mutui verranno rinegoziati nei prossimi mesi,  potrebbe produrre una spirale “richieste di rientro-insolvenze-vendite all’asta-caduta dei prezzi”.
Un altro effetto potenzialmente in grado di avvicinare condizioni recessive potrebbe essere la caduta nella fiducia degli americani nelle istituzioni finanziarie, dopo aver scoperto che anche fondi ritenuti “tranquilli” investivano allegramente in ABS sul debito subprime e la perdita di credibilità delle agenzie di Rating.
La verifica di queste ipotesi la avremo nelle prossime settimane. Intanto balza agli occhi il dato sul PIL USA del secondo trimestre, misurato venerdì scorso nuovamente in crescita al ritmo annualizzato del 4%. Se ci si dimenticasse che il periodo di riferimento è qualche mese prima della crisi finanziaria, verrebbe quasi da dire che l’uragano di agosto sia la classica tempesta in un bicchier d’acqua.
La tabella dei prossimi dati macroeconomici è abbastanza ricca. Tra i dati USA da seguire con maggior attenzione per l’impatto che avranno sui mercati finanziari segnalo gli indici ISM e quelli sul mercato del lavoro, che potrebbe risentire della perdita di occupati del settore immobiliare e di quello finanziario. Bernake parlerà poi venerdì della crisi dell’immobiliare ed i ercati presetranno molta attenzione.
 
MARKET MOVERS dei prossimi giorni
Giorno
Ora
Dove
Evento
Preced.
Previs.
Commento
Mar. 4
11:00
EUR
PIL(2 a stima) 2 trim.  t/t
+0,70%
+0,30%
 
 
11:00
EUR
PIL (2 a stima) 2 trim.  a/a
+3,10%
+2,50%
 
 
11:00
EUR
Prezzi alla ProduzioneLuglio a/a
+2,30%
+1,70%
 
 
16:00
USA
Indice ISM (manif.) Agosto
+53,80
+53,0
Se inferiore a previsioni negativo per Azionario e dollaro, positivo per obblig.
 
16:00
USA
Spesa in costruzioni
0 %
+0,1%
 
Mer. 5
10:00
EUR
PMI (composito) Agosto
+57,5
+57,2
 
 
11:00
EUR
Vendite al dettaglio Luglio m/m
+0,40%
+0,30%
 
 
13:00
USA
Richieste settimanali mutui ipotecari MBA
-4%
 
 
 
14:15
USA
Nuovi occupati stima ADP
+48.000
+98.000
 
 
20:00
USA
Beige Book
 
 
 
 
 
 
Comunicazioni societarie: ENEL
Gio. 6
12:00
GER
Ordini all’industria Luglio m/m
+4,60%
-2,5%
 
 
13:45
EUR
Riunione BCE: annuncio tassi
4,00%
4,00%
Se c’è rialzo negativo per Azionario, dollaro, obblig.
 
14:00
EUR
Conferenza stampa Trichet
 
 
 
 
14:30
USA
Sussidi disoccupazione settim.
334.000
 
 
 
14:30
USA
Produttività 2° Trim. (t/t )
+1,80%
+2,30%
 
 
16:00
USA
Indice ISM (servizi) Agosto
+56,0
+54,8
Se inferiore a previsioni negativo per Azionario e dollaro, positivo per obblig.
 
 
 
Comunicazioni societarie: Capitalia, Cir
Ven. 7
12:00
GER
Produzione industriale m/m
-0,40%
+0,80%
 
 
14:30
USA
Nuovi lavoratori dipendenti
92.000
115.000
Se inferiore a previsioni negativo per Azionario e dollaro, positivo per obblig.
 
14:30
USA
Tasso di disoccupazione
+4,60%
+4,60%
 
 
 
 
Comunicazioni societarie: Atlantia, Seat PG, Telecom Italia
Legenda: In neretto i dati più importanti; a/a= anno su anno;   m/m= mese su mese; t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo; Preced.= ultimo dato pubblicato; <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari; brl=barili
Dati tratti da Ufficio Studi Banca Intesa; Bloomberg, CNN. Commenti di Borsaprof.it
 
 

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