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Focus Macroeconomico
04/04/2007

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Dal fronte dei dati macroeconomici si stanno completando le comunicazioni relative al primo trimestre. Per quasi tutti gli indicatori sono già pubblici i valori relativi a febbraio mentre stanno cominciando ad arrivare quelli di marzo.
Negli ultimi giorni la serie giunta sui mercati non è stata affatto consolante. Il dato definitivo sul PIL americano dell’ultimo trimestre ha intanto fissato il tasso di crescita al 2,5%, rivedendo in positivo la precedente stima del 2,2%. La media di crescita per l’intero 2006 risulta pertanto pari al 3,5% e consente di affermare a chi guarda il dato aggregato che l’economia Usa è ulteriormente cresciuta rispetto al tasso del 3% del 2005. Tuttavia la media, come sempre, nasconde i dettagli, che sono quelli di una prima parte del 2006 a passo di carica con tassi oltre il 4%, seguiti dalla seconda metà dell’anno più vicina al 2 che al 3%. Se poi guardiamo al dettaglio dell’ultimo trimestre, ci accorgiamo che la revisione al rialzo è solo apparentemente positiva, poiché deriva da una revione in positivo delle score e da una riduzione della stima delle importazioni. Sono invece stati ulteriormente rivisti al ribasso gli investimenti delle imprese (-3,1%) e quelli in costruzioni (-19,8%). Un sistema che smette di investire e che vede aumentare le scorte in magazzino non si può certo definire in crescita solida.
A confermare la situazione assai precaria degli investimenti, anche gli ordini di beni durevoli di febbraio hanno deluso. Dopo il crollo avvenuto a gennaio ci si attendeva un rimbalzo, che praticamente non è avvenuto. Così pure la vendita di case nuove, che è scesa anche in febbraio, dopo la revisione al ribasso dei mesi precedenti, ed ha mostrato che la situazione nel settore edilizio è peggiore di quel che si pensava.
Anche la fiducia delle famiglie è ulteriormente scesa, mentre quella dei direttori agli acquisti delle imprese ha mostrato un deciso rimbalzo nell’indice che misura l’area di Chicago, ma un calo in quello generale. Infatti l’indice ISM manifatturiero globale di marzo è sceso a 50,5, un valore assai vicino a 50, che separa aspettative di crescita da quelle di recessione.
Se tutto ciò non basta a rendere l’idea del deterioramento dell’economia USA, aggiungiamo che l’inflazione non ha mostrato quella riduzione che anche la Federal Reserve si attendeva, per cui lo stesso Bernanke, nella sua ultima recente audizione, ha dovuto affermare che essa rimane “spiacevolmente elevata” e rappresenta ancora la principale preoccupazione della Banca Centrale. Detto per inciso, Bernanke, nonostante i recenti dati piuttosto preoccupanti sugli investimenti, ha affermato anche che per ora la debolezza del settore immobiliare e manifatturiero non si è trasferita agli altri settori, anche se un ulteriore rallentamento degli investimenti rappresenta un fattore di rischio verso il basso nelle previsioni di crescita.
Per trovare un dato confortante bisogna ancora una volta rivolgersi alle statistiche sui consumi al dettaglio, che crescono anche in questo periodo, come stanno facendo da parecchi anni e senza sosta.
L’insieme di questi elementi sta facendo rivedere al ribasso le previsioni sul primo trimestre 2007 da parte degli esperti. Il consensus sembra scivolare al di sotto del 2%.
Isomma, appare piuttosto evidente, anche se i mercati azionari al momento lo trascurano, presi dall’euforia delle acquisizioni e dai massimi del 2000 da raggiungere, che l’economia americana sta entrando in una fase piuttosto pericolosa e che i rischi di ritrovarci tra qualche trimestre in sostanziale recessione sono in rapido aumento, a conferma di quel che da mesi l’inversione della curva dei tassi ci sta anticipando.
Prepariamoci quindi a sondare i futuri dati macro alla luce delle novità emerse.
I prossimi giorni, intervallati dalle festività pasquali, presentano comunque qualche dato di rilievo, come le statistiche sul mercato del lavoro (venerdì 6), la Bilancia commerciale, i prezzi alla produzione e la Fiducia dei consumatori (venerdì 13).
 
 
MARKET MOVERS dal 4 Aprile al 13 Aprile 2007
Giorno
Ora
Dove
Evento
Preced.
Previs.
Commento
Mer. 4
11:00
EUR
Indice PMI Marzo 
57,70
 
 
 
11:00
EUR
Vendite al dettaglio febbraio m/m 
-1 %
+0,50%
 
 
12:00
GER
Ordini all’industria febbraio m/m
-1,0%
+0,50%
 
 
13:00
USA
Richieste Mutui ipotecari settim.
 + 12,5%
- 0,2%
 
 
16:00
USA
Ordini industriali febbr. m/m
-5,60 %
+2,10%
 
 
16:00
USA
Indice ISM (non manif.) marzo
54,30
55
Negativo un calo verso 50
 
 
USA
Riserve petrolio settim. barili
328,4 mln
 
 
 
 
 
Comunicazioni societarie: Micron Tecnology, Monsanto
Gio. 5
12:00
GER
Produzione industriale feb. m/m
+1,90%
-0,60%
 
 
14:30
USA
Sussidi disoccupazione settim.       
308.000
 
 
Ven. 6
 
 
Mercati chiusi in Europa e USA per Venerdì Santo
 
 
14:30
USA
Nuovi posti di lavoro marzo
+97.000
+135.000
Negativo se inferiore a previsioni
 
14:30
USA
Tasso disoccupazione marzo
4,5%
4,60%
 
 
 
 
Pagamento Dividendi: DaimlerChrisler
Lun. 9
 
 
Mercati chiusi in Europa, ma aperti in USA
 
Mar. 10
 
 
Nulla da segnalare
 
 
 
Mer. 11
 
USA
Riserve petrolio settim. barili
 
 
 
 
13:00
USA
Richieste Mutui ipotecari settim.
 
 
 
Gio. 12
11:00
EUR
PIL 4° trim. 2006 (2° stima) a/a
+ 3,3%
 
 
 
11:00
EUR
Produz. Industriale febbraio m/m
- 0,2%
 
 
 
14:30
USA
Sussidi disoccupazione settim.       
 
 
 
Ven. 13
14:30
USA
Bilancia Commerciale febbraio         
- 59,1 mld$
 
Negativo un calo
 
14:30
USA
Prezzi alla Produzione (core) febbraio m/m       
+ 0,40%
 
Negativo un aumento
 
16:00
USA
Fiducia Famiglie Michigan marzo
 
 
 
Legenda: In neretto i dati più importanti; a/a= anno su anno;   m/m= mese su mese; t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo; Preced.= ultimo dato pubblicato; <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari; brl=barili
Dati tratti da Ufficio Studi Banca Intesa; Bloomberg, CNN. Commenti di Borsaprof.it
 

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