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Focus Macroeconomico
19/02/2007

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La settimana di Bernanke si è chiusa senza particolari scosse. A dire il vero la testimonianza al Congresso per presentare il Report semestrale del Comitato Direttivo della Federal Reserve (FOMC) ha favorito qualche piccolo sussulto sui mercati, che però non ha avuto seguito nelle ultime due giornate della settimana passata. Le parole rassicuranti di Bernanke sulle prospettive di crescita ed inflazione per l’anno in corso hanno fornito ai mercati azionari la motivazione per un impulso rialzista, grazie alle stime generose sulla crescita futura che, a parere di Bernanke, dovrebbe posizionarsi proprio sul migliore dei livelli possibili, cioè quel 3%, che rappresenta la massima potenzialità del sistema in condizioni di equilibrio. Bernanke ha ribadito che eventuali scostamenti da queste previsioni potrebbero essere causati da un rallentamento prolungato del settore edilizio che si trasmettesse sui consumi, anche se dal tenore delle sue affermazioni tale scenario viene ritenuto poco probabile, reputando il settore edilizio giunto ormai in fase di stabilizzazione.
Dal lato dell’inflazione permane qualche possibilità che il rallentamento previsto possa non manifestarsi, in quanto le pressioni inflazionistiche non sono del tutto debellate. Tuttavia Bernanke ha sottolineato che la vigilanza della Fed, pronta eventualmente anche ad ulteriori rialzi dei tassi in caso di bisogno, dovrebbe rendere questa eventualità poco probabile.
Insomma, lo scenario sui tassi americani sembra evolversi verso un periodo prolungato di stabilità su questi livelli, a meno di sorprese future.
Un assaggio di quali sorprese potrebbero verificarsi è stato però fornito dai dati macroeconomici presentati venerdì. Proprio il settore edilizio, che non desta preoccupazioni a Bernanke, ha realizzato un calo pesantissmo sui nuovi cantieri residenziali. Dopo due mesi di rimbalzo, a causa del clima mite, questa volta il gelo di gennaio ha contribuito a far scendere di quasi il 15% il numero di nuove case in costruzione. E’ il dato più brutto da 10 anni ed è inferiore di quasi il 40% all’analogo dato del gennaio 2006.
Se consideriamo che da qualche trimestre è anche in calo il prezzo medio delle case esistenti, ecco che i timori di molti analisti appaiono quanto meno giustificati. Non solo perché la crisi del mattone dovrebbe causare la sottrazione di una notevole fetta di crescita al PIL futuro, ma anche perchè sta venendo alla luce una certa difficoltà da parte degli americani a onorare i loro mutui. Parecchie società specializzate nella concessione di mutui a clienti non molto affidabili stanno correndo verso il fallimento. Alcune grosse banche hanno già comunicato (o si apprestano a farlo), la necessità di dover imputare grosse perdite nel bilancio di quest’anno a causa delle sofferenze sui mutui erogati.
E’ ancora presto per parlare di probabile crisi finanziaria sistemica, ma certamente la difficoltà dell’edilizia sta colpendo in modo significativo il sistema finanziario americano.
Per questo occorrerà seguire ancora con attenzione i dati provenienti dai cantieri e dai prezzi delle case, senza illudersi, come molti hanno fatto le scorse settimane, che il peggio sia ormai alle spalle.
I dati degli ultimi giorni hanno infine fornito indicazioni molto rassicuranti per la crescita europea. La stima flash di martedì scorso ha prioettato il PIL medio europeo all’invidiabile ritmo del 3,3% su base annua, evidenziando una ulteriore accelerazione in atto. Il dato è musica per le orecchie del mercato azionario, anche se rende maggiormente probabile un doppio rialzo dei tassi da parte della BCE. Il primo avverrà sicuramente a marzo, mentre il secondo potrebbe essere attuato prima delle vacanze estive.
I dati previsti nei prossimi giorni sono assai scarni e di scarsa importanza. Fa eccezione la giornata di mercoledì, quando l’attenzione dei mercati sarà calamitata dal dato sull’inflazione americana al consumo e dal Superindice.
Per il resto nulla di veramente significativo ed in grado di condizionare i mercati.
 
 
MARKET MOVERS dal 19 al 23 Febbraio 2007
Giorno
Ora
Dove
Evento
Preced.
Previs.
Commento
Lun. 19
 
USA
Mercati chiusi per President’s Day
 
 
 
Mar. 20
08:00
GER
Prezzi alla produzione genn. a/a
+4,4%
+3,3%
 
 
 
 
Comunicazioni societarie: HP, Wal-Mart, Bayer
Mer. 21
7:30
JAP
Banca Centrale: annuncio tassi
 
 
 
 
13:00
USA
Richieste mutui ipotecari settim.
1,50%
 
 
 
 
USA
Riserve petrolio settim. barili
 
 
 
 
14:30
USA
Prezzi al consumo (core) gennaio m/m
+0,2%
+0,2%
Negativo se supera previsioni
 
16:00
USA
Superindice anticipatore gennaio m/m
+0,3%
+0,2%
 
Gio. 22
08:00
GER
PIL 4° trim. ’06 (2° stima) t/t
+0,6%
 
 
 
14:30
USA
Sussidi disoccupazione settim.       
357.000
325.000
 
 
 
 
Comunicazioni societarie: Eni, Axa, Bae Systems, RWE
Ven. 23
10:00
GER
Indice IFO febbraio     
107,9
107,5
 
Legenda: In neretto i dati più importanti; a/a= anno su anno;   m/m= mese su mese; t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo; Preced.= ultimo dato pubblicato; <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari; brl=barili
Dati tratti da Ufficio Studi Banca Intesa; Bloomberg, CNN. Commenti di Borsaprof.it
 

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