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Focus Macroeconomico
30/10/2006

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L’ottimismo imperante tra le schiere di economisti, che scommettono sull’ipotesi dell’atterraggio morbido, ha ricevuto in settimana un primo elemento di riflessione e di perplessità.

Venerdì scorso il dato preliminare del PIL americano del 3° trimestre ha mostrato un’economia Usa in rallentamento un po’ più marcato di quanto ci si aspettasse. Invece del 2,1% di crescita su base annua atteso, è stato comunicato un più modesto 1,6%.

Va detto che la prima stima effettuata è tradizionalmente soggetta a successive revisioni, data la rapidità e la conseguente sommarietà con cui viene attuata. E’ quindi ancora presto per vedere cambiamenti repentini di opinione negli ottimisti, che si aggrappano al fatto che tutto sommato il calo del settore edilizio, pur sottraendo oltre un punto percentuale alla crescita complessiva, non ha ancora contagiato né i consumi, né gli investimenti produttivi, che continuano a marciare ad un buon ritmo.

Tuttavia il calo nella spesa edilizia residenziale (-17,4% nel trimestre) non può lasciare indifferenti, poiché per vedere un crollo di dimensioni superiori bisogna andare indietro di 15 anni, al 1991 nel corso di una recessione.

Anche se qualcuno fa notare che il settore edilizio rappresenta pur sempre soltanto il 5% dell’economia USA, va precisato che però costituisce il volano in grado di innescare la produzione di parecchi altri settori manifatturieri collaterali, dall’arredamento all’impiantistica. Inoltre per sua stessa natura non è un settore che può delocalizzare la produzione nei paesi in via di sviluppo, per cui un rallentamento impatta direttamente sull’occupazione americana, con effetti recessivi dovuti alla diminuzione del reddito disponibile per i lavoratori licenziati.

Inoltre, alla riduzione della spesa abitativa sta seguendo, come è ovvio in un sistema di mercato, uno sgonfiamento dei valori delle case, dai livelli stratosferici raggiunti con la continua crescita dei prezzi degli anni passati.

Pertanto può verificarsi un “effetto-povertà” nella percezione degli americani, che oltretutto potrebbero subire richieste di rimborso di parte dei mutui stipulati con le banche dando in garanzia il valore della casa posseduta.

Data l’assenza di risparmio, per rimborsare i mutui occorrerà ridurre drasticamente i consumi, con rischi di avitamento recessivo.

Non è detto che tutte queste cose accadano o che accadano in modo così massiccio da trascinare l’economia USA in una vera pesante recessione. Però l’eventualità esiste e sarebbe sciocco (talvolta i mercati lo sono, trascinati dall’euforia o dal panico collettivi) non considerarla.

Non stupisce quindi che l’uscita del dato abbia immediatamente provocato un passo indietro sul mercato azionario, salito fortemente per settimane, e da parte del dollaro, che subisce la debolezza del sistema economico americano confrontata con i segnali sorprendenti di ulteriore dinamismo provenienti dall’Europa, che fanno ritenere probabile ulteriori ritocchi al costo del denaro. Problema che Bernanke probabilmente non avrà più.

Per il nostro paese la settimana è passata a misurare gli strascichi dell’abbassamento di rating dell’Italia da parte di S&P e Fitch. Non si sono avuti scossoni sui tassi, dei nostri BTP decennali, che hanno mantenuto sostanzialmente invariato appena sopra i 25 punti base lo spread con il Bund tedesco. La bocciatura era infatti già ampiamente prevista dai mercati, che intendono misurare l’efficacia della finanziaria prima di procedere ad un cambiamento di giudizio sulla credibilità del nostro paese come debitore.

La settimana a cavallo di ottobre e novembre presenta una nutrita serie di dati macro, praticamente ogni giorno. Tra i tanti, quelli che dovrebbero condizionare i mercati sono quelli americani relativi all’indice ISM manifatturiero e non, quelli sul mercato del lavoro e la fiducia dei consumatori.

MARKET MOVERS dal 30 Ottobre al 3 Novembre 2006

Quelli che seguono sono gli avvenimenti economici della settimana che considero più importanti, cioè quelli che con maggiore probabilità sono destinati ad influenzare l’andamento dei mercati. In USA tali avvenimenti vengono chiamati “Market Movers”. Chi desidera consultare l’elenco completo degli avvenimenti macroeconomici della settimana può accedere al seguente link internet: http://www.bancaintesa.it/ist/jsp/HP_UfficioStudi.jsp. Chi desidera l’elenco degli appuntamenti societari americani lo può trovare qui: http://money.cnn.com/news/companies/firstcall/.

Giorno

Ora

Dove

Evento

Preced.

Previs.

Commento

Lun. 30

08:00

GER

Vendite al Dettaglio settembre m/m

0%

+0,6%

14:30

USA

Spese per consumi settembre m/m

+0,1%

+0,3%

14:30

USA

Redditi Familiari settembre m/m

+0,3%

+0,3%

Mar. 31

11:00

EUR

Fiducia Consumatoriottobre

-8

-7,9

11:00

EUR

Indice Fiducia economicaottobre

109,3

109,5

11:00

EUR

Prezzi al consumo stima flash ottob. a/a

+1,7%

16:00

USA

Fiducia Consumatori CB ottobre

104,5

107,3

Positivo se supera previs.

16:00

USA

PMI Chicago ottobre

62,1

58

Negativo se sotto previs.

Comunicazioni societarie: Procter &Gamble, Sanofi-Aventis, UBS

Mer. 1.11

ITA

Festività ma mercati finanziari diurni aperti

13:00

USA

Richieste mutui ipotecari settimanali

+0,5%

14:15

USA

Nuovi posti di lavoro stima ADP ottobre

78.000

16:00

USA

Spesa in costruzioni settembre m/m

+0,1%

+0,3%

16:00

USA

Indice ISM manifatturiero ottobre

52,9

53,1

Negativo un calo

18:00

USA

Intervento di Bernanke

Muove i mercati

USA

Vendita di auto ottobre

16,6 mln

16,4 mln

USA

Riserve petrolio settimanali barili

332 mln

Comunicazioni societarie: Deutsche Bank, Time Warner

Gio. 2

10:00

GER

Nuovi posti di lavoroottobre

-17.000

-20.000

10:00

EUR

PMI manifatturiero ottobre

56,6

56,8

13:45

EUR

BCE annuncio tassi

3,25%

3,25%

14:30

USA

Sussidi disoccupazione settimanali

308.000

308.000

14:30

USA

Costo del lavoro3° trim. t/t a

+4,9%

+3,3%

14:30

USA

Produttività non agr. 3° trim. t/t a

+1,6%

+1,5%

16:00

USA

Ordini industriali settembre m/m

0%

+1,8%

Comunicazioni societarie: Basf, Bmw, Man

Ven. 3

14:30

USA

Nuovi posti di lavoro ottobre

+51.000

+125.000

Negativo se inferiore a previs

14:30

USA

Tasso di Disoccupazioneottobre

4,6%

4,6%

16:00

USA

Indice ISM non manifatt. ottobre

52,9

54

Negativo se cala

Legenda: In neretto i dati più importanti; a/a= anno su anno; m/m= mese su mese; t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo; Preced.= ultimo dato pubblicato; <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari; brl=barili

Dati tratti da Ufficio Studi Banca Intesa; Bloomberg, CNN. Commenti di Borsaprof.it

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