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Focus Macroeconomico
11/10/2006

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Ancora dati economici in chiaroscuro la scorsa settimana, con le rilevazioni ISM al di sotto delle attese e convergenti verso quel valore di 50 che distingue la crescita moderata dalla recessione.

Ancora, sempre dagli Usa, il dato sul mercato del lavoro ben al di sotto delle aspettative lascia pensare che il rallentamento sia ormai ben avviato e che sia probabile un ulteriore peggioramento della congiuntura nei prossimi trimestri, anche tenuto conto che dal settore edile non vengono per ora grosse emorragie occupazionali, benchè la crisi di questo settore sia già piuttosto conclamata.

Parecchi segnali, oltre alla moderazione dei prezzi del petrolio, portano invece a ritenere probabile un’attenuazione delle pressioni inflazionistiche.

Intanto i due responsabili delle principali banche centrali, quella americana e quella europea, stanno tenendo nelle loro dichiarazioni ufficiali, un comportamento sostanzialmente divergente.

Mentre Bernanke continua a ritenere probabile un moderato rallentamento dell’economia americana nell’ambito di un andamento dell’inflazione futura abbastanza rassicurante, Trichet nella conferenza stampa di giovedì scorso, a seguito dell’aumento del tasso ufficiale europeo al 3,25%, ha posto l’accento sulla robustezza della crescita economica della zona euro, forse anche al di sopra del tasso previsto attualmente (2,1%), mentre ha liquidato il calo delle pressioni inflazionistiche al di sotto del 2% come un evento transitorio nell’ambito di un andamento che rimarrà elevato.

Pertanto, mentre è ipotizzabile una stasi americana dei tassi ai livelli attuali e magari addirittura un piccolo ritocco verso il basso tra qualche mese, in Europa il tasso ufficiale sembra destinato a crescere ancora, con almeno un ritocco verso l’alto entro fine anno.

Il differenziale tra i tassi dell’euro-dollaro dovrebbe quindi restringersi ancora, favorendo i flussi verso l’euro.

La settimana in corso presenta pochi dati macro di rilievo, tutti concentrati negli ultimi giorni.

Solo la Bilancia Commerciale e le vendite al dettaglio USA sono in grado di influenzare i mercati se saranno diversi dalle attese.

Comincia intanto in settimana la pubblicazione dei dati societari del 3° trimestre.

MARKET MOVERS dal 11 al 16 Ottobre 2006

Quelli che seguono sono gli avvenimenti economici della settimana che considero più importanti, cioè quelli che con maggiore probabilità sono destinati ad influenzare l’andamento dei mercati. In USA tali avvenimenti vengono chiamati “Market Movers”. Chi desidera consultare l’elenco completo degli avvenimenti macroeconomici della settimana può accedere al seguente link internet: http://www.bancaintesa.it/ist/jsp/HP_UfficioStudi.jsp. Chi desidera l’elenco degli appuntamenti societari americani lo può trovare qui: http://money.cnn.com/news/companies/firstcall/.

Giorno

Ora

Dove

Evento

Preced.

Previs.

Commento

Mer. 11

11:00

EUR

PIL 2° trim. 2006 (2° stima) a/a

+2,6%

13:00

USA

Richieste Mutui ipotecarisettimanali

11,9%

20:00

USA

Pubblicazione Verbali FOMC di settem.

USA

Riserve petrolio settimanali

328 mln

Comunicazioni societarie: Monsanto

Gio. 12

14:30

USA

Bilancia Commerciale agosto

-68 mld$

-66,8 mld$

Negativo se supera previsioni

14:30

USA

Sussidi disoccupazione settimanali

302.000

312.000

20:00

USA

Pubblicazione del Beige Book

Comunicazioni societarie: Pepsico

Ven. 13

14:30

USA

Vendite al Dettaglio settembre m/m

+0,2%

+0,2%

16:00

USA

Fiducia Consum. Michigan ottobre

85,4

86

Positivo se supera previsioni

16:00

USA

Scorte delle Imprese agosto m/m

+0,6%

+0,5%

Comunicazioni societarie: General Electric

Lun. 16

14:30

USA

Indice Empire Manufacturing ottobre

13,8

Legenda: In neretto i dati più importanti; a/a= anno su anno; m/m= mese su mese; t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo; Preced.= ultimo dato pubblicato; <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari; brl=barili

Dati tratti da Ufficio Studi Banca Intesa; Bloomberg, CNN. Commenti di Borsaprof.it

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