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Focus Macroeconomico
21/03/2006

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La settimana dell’inflazione è passata senza danni. Infatti sia l’inflazione americana al consumo, sia quella europea hanno mostrato una crescita più contenuta che in passato e sostanzialmente in linea con le attese di moderazione degli esperti. L’evento ha riportato molti operatori a discutere su che cosa farà la Federal Reserve nei prossimi mesi, dal momento che un rialzo del tasso ufficiale al 4,75% nella prossima riunione del 28 marzo (la prima dell’era Bernanke) è dato per certo. Fino a qualche giorno fa veniva considerato certo anche un aumento al 5% entro giugno e qualcuno si azzardava ad ipotizzare approdi a livelli superiori. Ora il mercato sembra meno convinto di tale scenario, dando addirittura qualche probabilità ad un arresto della manovra al 4,75%.

In Europa la sensazione dei mercati e degli esperti è invece maggiormente orientata ad un proseguimento più marcato della tendenza al rialzo dei tassi da parte della BCE, anche perché l’obiettivo di inflazione al 2% è superato da qualche mese e non ci sono attese di un rientro al di sotto di tale livello nei prossimi mesi.

La conseguenza di tali previsioni sono state ovviamente favorevoli per i mercati azionari, che hanno proseguito nel loro euforico rialzo beandosi della bassa inflazione. I mercati obbligazionari invece, pur rimanendo impostati al ribasso, sono leggermente rimbalzati a causa dell’affievolimento del pessimismo sui tassi. A dire il vero si sono comportati meglio i Bonds americani che quelli europei, anche perché in Europa le attese sui tassi permangono abbastanza fosche. Il fatto che i mercati scontino una riduzione progressiva dello spread tra i tassi americani ed europei ha ovviamente penalizzato il dollaro, che negli ultimi mesi si è rafforzato molto sull’euro a causa proprio dell’allargamento di questo spread, che ora sembra voler invertire la direzione. L’euro si è perciò riportato assai vicino ai massimi di quest’anno in area 1,23.

La settimana corrente è abbastanza tranquilla e senza grossi dati. Di qualche rilievo soltanto i prezzi alla produzione USA, attesi martedì, e gli ordini di beni durevoli, che arriveranno venerdì.

Sarà forse di maggior interesse l’intervento di Bernanke.

 

MARKET MOVERS   dal  20  al  24  Marzo 2006

 

Quelli che seguono sono gli avvenimenti economici della settimana che considero più importanti, cioè quelli che con maggiore probabilità sono destinati ad influenzare l’andamento dei mercati. In USA tali avvenimenti vengono chiamati “Market Movers”. Chi desidera consultare l’elenco completo degli avvenimenti macroeconomici della settimana può accedere al seguente link internet: http://www.bancaintesa.it/ist/jsp/HP_UfficioStudi.jsp. Chi desidera l’elenco degli appuntamenti societari americani lo può trovare qui: http://money.cnn.com/news/companies/firstcall/.

 

Giorno

Ora

Dove

Evento

Preced.

Previs.

Commento

Lun. 20

08:00

GER

Prezzi alla Produzione gen. A/a  

+5,6%

+5,3%

 

 

16:00

USA

Superindice anticip. Febb. m/m  

+1,1%

-0,3%

 

Mar. 21

 

GER

Prezzi al consumo marzo  a/a

+2,1%

+2,0%

 

 

14:30

USA

Prezzi alla Produzione feb. m/m  

+0,3%

-0,1%

 

 

14:30

USA

Prezzi alla Prod. (core) feb. m/m  

+0,4%

+0,2%

Negativo se oltre previs.

 

 

USA

Intervento di Bernanke

 

 

Muove i mercati

Mer. 22

 

USA

Riserve petrolio settimanali

340 mln barili

 

 

Gio. 23

14:30

USA

Sussidi disoccupazione settimanali       

309.000

308.000

 

 

16:00

USA

Vendita case esistenti febbr. ann.

6,56 mln

6,50 mln

 

Ven. 24

14:30

USA

Ordini Beni Durevoli Feb. m/m

-9,9%

+1%

Positivo se > di previs.

 

16:00

USA

Vendita nuove case febbr ann.

1,23 mln

1,21 mln

 

Legenda:  In neretto i dati più importanti;  a/a= anno su anno;   m/m= mese su mese;  t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo;  Preced.= ultimo dato pubblicato;  <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari

Dati tratti da Ufficio Studi Banca Intesa; Bloomberg, CNN. Commenti di Borsaprof.it

 

 

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