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Focus Macroeconomico
05/02/2006

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Dopo il pessimo dato preliminare sul PIL americano di fine gennaio, nei giorni scorsi sono venuti dagli USA altri dati macroeconomici deludenti. Gli indicatori di attività manifatturiera (PMI di Chicago e l’indice ISM dei direttori d’acquisto) sono stati misurati a valori inferiori alle attese, ma è stata soprattutto la misura della produttività ad impensierire. Infatti per la prima volta dal 2001 l’indicatore relativo al 4° trimestre è calato rispetto al dato precedente. La cosa in sé diventerebbe preoccupante se venisse confermata anche dalla prossima misurazione, poiché significherebbe un aumento sostanziale della pressione inflazionistica dal lato del costo del lavoro, che si aggiungerebbe al già rilevante aumento di costi dovuto ai prezzi delle materie prime. La Federal Reserve, pur avendo aumentato ancora una volta i tassi portandoli al 4,5%, ha inviato segnali di un probabile stop alla manovra di misurato e continuativo rialzo e probabilmente ridurrà gli interventi dei prossimi 6 mesi a non più di uno o forse due. Il comunicato ufficiale, che ha accompagnato la decisione con toni rassicuranti, afferma che la crescita appare solida e con pressioni inflazionistiche contenute. Pertanto la necessità di ulteriori rialzi non viene più presentata come ineluttabile, ma lasciata all’evolversi della situazione congiunturale. Pare quindi che dal punto di vista della Fed non ci sia ancora da preoccuparsi. Tuttavia dal fronte delle trimestrali continuano a pervenire indicazioni in chiaroscuro, con parecchie società deludenti (tra cui Amazon e Google) e frequenti revisioni al ribasso delle stime sugli utili futuri. Tale situazione porta un po’ di nervosismo e di aumento di volatilità sui mercati azionari, che non hanno confermato le indicazioni rialziste di fine gennaio. La settimana corrente prevede pochi dati macroeconomici americani, tra cui segnalo solo la Bilancia Commerciale Usa di venerdì, e sarà caratterizzata soprattutto dalle trimestrali, in grado di provocare ancora volatilità sui mercati, come d’altra parte dovrebbero fare le notizie geopolitiche dai fronti caldi mediorientali.

MARKET MOVERS dal 6 al 13 Febbraio 2006

Quelli che seguono sono gli avvenimenti economici della settimana che considero più importanti, cioè quelli che con maggiore probabilità sono destinati ad influenzare l’andamento dei mercati. In USA tali avvenimenti vengono chiamati “Market Movers”. Chi desidera consultare l’elenco completo degli avvenimenti macroeconomici della settimana può accedere al seguente link internet: http://www.bancaintesa.it/ist/jsp/HP_UfficioStudi.jsp. Chi desidera l’elenco degli appuntamenti societari americani lo può trovare qui: http://money.cnn.com/news/companies/firstcall/.

Giorno

Ora

Dove

Evento

Preced.

Previs.

Commento

Lun. 6

12:00

GER

Ordini all’industria dicembre m/m

1,3%

0,5%

Comunicazioni societarie: Pixar, Walt Disney

Mar. 7

12:00

GER

Produzione Industriale dicem. m/m

-0,3%

+0,6%

Comunicazioni societarie: Coca-Cola, Cisco, BP

Mer. 8

13:00

USA

MBA Mutui Ipotecari

-5,1%

USA

Riserve petrolio settimanali

321 mln barili

Comunicazioni societarie: EDS, Pepsico, GlaxoSmithKline, Peugeot

Gio. 9

14:30

USA

Sussidi disoccupazione settimanali

273.000

16:00

USA

Scorte all’ingrosso dicembre m/m

+0,4%

+0,4%

Comunicazioni societarie: US Airways, BT, Unilever

Ven. 10

14:30

USA

Bilancia Commerciale dicembre

-64,2 mld$

-64,8 mld$

Negativo se oltre previs.

20:00

USA

Deficit Bilancio Federale gennaio

-5 mld$

-8,6 mld$

Comunicazioni societarie: Eni

Lun. 13

10:00

ITA

Produz. Industriale dicembre m/m

0,1%

Legenda: In neretto i dati più importanti; a/a= anno su anno; m/m= mese su mese; t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo; Preced.= ultimo dato pubblicato; <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari

Dati tratti da Ufficio Studi Banca Intesa; Bloomberg. Commenti di Borsaprof.it

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