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Focus Macroeconomico
16/01/2006

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La settimana passata ha fornito poche indicazioni macroeconomiche, in grado tuttavia di portare una relativa traquillità sui mercati. I due dati più temuti, specialmente sui mercati valutari, erano il saldo commerciale e l’indice dei prezzi alla produzione americani. Entrambi hanno fornito dati che possono essere interpretati come migliori delle attese. Il saldo commerciale ha fatto segnare un deficit inferiore al mese precedente ed alle attese, mentre l’inflazione alla produzione è salita abbastanza e più del previsto nella misurazione globale, mentre è salita pochissimo e meno del temuto nella misurazione “core”, cioè al netto dei prezzi di alimentari ed energia. Dal momento che i mercati sono abituati a guardare il dato “core” la pressione rialzista dell’Euro sul dollaro ha potuto così essere contenuta. L’obbligazionario ha proseguito così nel rimbalzo, segnando nuovi cali dei tassi impliciti e confermando in USA l’inversione della curva dei tassi, con quelli a breve addirittura superiori a quelli a lungo termine.

I mercati azionari sono invece stati condizionati da alcune trimestrali e comunicazioni societarie, che hanno prevalentemente annunciato revisioni al ribasso nelle stime degli utili di palcune società, anche se non sono mancate società che hanno manifestato ottimismo. La tornata settimanale degli annunci è stata comunque complessivamente improntata alla cautela e ciò ha fermato la corsa del mercato azionario.

Per concludere la poanoramica segnalo ancora il petrolio, che staziona vicino a quota 64 dollari e l’oro che ha realizzato nuovi massimi verso quota 560 $ l’oncia.

Tornerei brevemente sull’apparente contradditorietà del dato sull’inflazione. Anche il dato sui prezzi alla produzione ha rivelato divergenza di comportamento tra rilevazione globale e rilevazione core. Perché l’inflazione core stenta a recepire l’impulso rialzista fornito dall’aumento dei prezzi dell’energia? Un motivo è sicuramente la terziarizzazione dell’economia moderna. Oggi gran parte del PIL delle economie più sviluppate è rappresentato dai servizi, mentre negli anni ’70 le economie erano ancora  trainate dal settore industriale. Il settore terziario è molto meno condizionato dal prezzo dell’energia di quanto non sia quello industriale.

Un secondo motivo è dovuto alla crescita imperiosa del sub-settore tecnologico all’interno del settore industriale. Prodotti info-tech sono sepre più presenti nelle nostre case e le statistiche ci rivelano che gran parte della spesa per consumi riguarda l’acquisto di tecnologia (telefonini, Pc di vario genere e dimensione, elettrodomestici di nuova generazione). Questo genere di prodotti è caratterizzato strutturalmente da prezzi in calo, grazie al continuo miglioramento qualitativo. E’ quindi abbastanza naturale che l’impatto deflazionistico di questi prodotti compensi in larga misura l’impulso inflazionistico dell’energia.

La battagli a ovviamente continua e vedremo nei prossimi mesi l’evoluzione degli indici, per misurare quanto può durare questa divergenza nell’andamento delle “due inflazioni”. La prima verifica è già la settimana entrante, con la misurazione dell’inflazione al consumo (mercoledì).

Altri dati importanti della settimana sono quelli di martedì, che riguardano la produzione industriale Usa. Sarà interessante verificare se proseguirà l’aumento nello sfruttamento della capacità produttiva, dopo che in novembre è stato superato il livello di 80%, oltre cui generalmente le banche centrali cominciano a ritenere surriscaldata l’economia. Segnalo anche per venerdì il consueto dato sulla fiducia dei consumatori del Michigan, sempre molto osservato dai mercati.

La settimana è infine ricca di trimestrali societarie, che saranno in grado di condizionare, nel bene e nel male, i mercati azionari.

 

MARKET MOVERS   dal  16  al  23  Gennaio 2006

 

Quelli che seguono sono gli avvenimenti economici della settimana che considero più importanti, cioè quelli che con maggiore probabilità sono destinati ad influenzare l’andamento dei mercati. In USA tali avvenimenti vengono chiamati “Market Movers”. Chi desidera consultare l’elenco completo degli avvenimenti macroeconomici della settimana può accedere al seguente link internet: http://www.bancaintesa.it/ist/jsp/HP_UfficioStudi.jsp. Chi desidera l’elenco degli appuntamenti societari americani lo può trovare qui: http://money.cnn.com/news/companies/firstcall/.

 

Giorno

Ora

Dove

Evento

Preced.

Previs.

Commento

Lun. 16

 

USA

Mercati chiusi per festività

 

 

 

 

 

 

Comunicazioni societarie: AMD, Apple, IBM, Merrill Lynch, sony, Sun, Yahoo

Mar. 17

8:00

GER

Prezzi alla Produzione dicem. m/m   

-0,1%

+0,2%

 

 

14:30

USA

Ind. Empire Manufacturing gen.     

28,7

22

 

 

15:00

USA

Afflussi netti di capitali novem.

107 mld$

 

 

 

15:15

USA

Produz. Industriale dicem. m/m    

+0,7%

+0,5%

 

 

15:15

USA

Utilizzo capacità produt. Dicem.

80,2%

80,5%

 

 

 

 

Comunicazioni societarie: Intel, Wells Fargo

Mer. 18

11:00

EUR

Produz. Industriale novem. m/m    

-0,8%

+0,9%

 

 

14:30

USA

Prezzi al Consumo dicembre m/m   

-0,6%

+0,2%

Negativo se oltre previs.

 

14:30

USA

Prezzi al Cons. core dicem. m/m   

+0,2%

+0,2%

Negativo se oltre previs.

 

 

USA

Riserve petrolio settimanali

321,6 mln barili

 

 

 

20:00

USA

Pubblicazione Beige Book

 

 

 

 

 

 

Comunicazioni societarie: Ebay, JP Morgan

Gio. 19

11:00

EUR

Prezzi al consumo dicem. a/a

+2,3%

+2,2%

Negativo se oltre previs.

 

14:30

USA

Nuovi cantieri dicembre

2,1 mln

2,0 mln

 

 

14:30

USA

Sussidi disoccupazione settimanali       

309.000

300.000

 

 

18:00

USA

Indice Fed Philadelphia novem.

12,6

13,5

 

 

 

 

Comunicazioni societarie: Harley Davidson, Motorola, Pfizer, Qualcomm, Symantec

Ven.  20

15:45

USA

Fiducia Consum. Michigan gen.    

91,5

93

positivo se oltre previs.

 

 

 

Comunicazioni societarie: Citigroup, General Electric

Lun. 23

16:00

USA

Superindice anticipatore dic. m/m

+0,5%

 

 

 

 

GER

Prezzi al consumo gennaio  a/a

+2,1%

 

 

Legenda:  In neretto i dati più importanti;  a/a= anno su anno;   m/m= mese su mese;  t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo;  Preced.= ultimo dato pubblicato;  <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari

Dati tratti da Ufficio Studi Banca Intesa; Bloomberg. Commenti di Borsaprof.it

 

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