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Focus Macroeconomico
14/11/2005

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In concomitanza con un pessimo dato sulla bilancia commerciale americana il dollaro mostra i muscoli. La settimana passata si è infatti caratterizzata per questi due fatti tra loro decisamente contradditori.
Il deficit della bilancia commerciale ha travolto ogni precedente record e si è portato nel mese di settembre a 66 miliardi di dollari, ben oltre le previsioni di 61. Viene così dimostrata l’assoluta incapacità di risolvere questo squilibrio che pesa da lunghi anni sull’economia americana. La forte crescita dell’import conferma però anche la buona tenuta della crescita economica e della domanda interna USA. Si spiega così il rialzo delle borse in risposta al dato, dopo un iniziale sbandamento emotivo.
Meno ovvio è il rafforzamento del dollaro, che in settimana ha rotto anche il livello di 1,17 con l’Euro, avviandosi, come abbiamo ipotizzato, verso il suo obiettivo di area 1,14.
Lo scorso anno un dato sul deficit come quello che stiamo commentando avrebbe fatto sicuramente schizzare in altro l’euro, focalizzando l’attenzione dei mercati sulla permanenza dello squilibrio finaziario americano. Questa volta è successo il contrario, a causa di fatti contingenti che certamente premono nella direzione del dollaro (il rimpatrio di ingenti capitali in USA, l’aumento del differenziale di rendimento a breve delle attività in dollari rispetto a quelle in Euro, la differente crescita economica americana rispetto a quella europea, ancora abbastanza asfittica), ma anche a causa dell’intrinseca perdita di credibilità dell’Unione Europea, che nel 2005 ne sta combinando di tutti i colori: dopo la revisione-annacquamento del patto di stabilità, l’onta della bocciatura della costituzione, la caduta di stile estiva di Fazio, si abbatte ora sull’immagine della costruzione europea anche la guerriglia urbana francese, che certamente non induce a spostare capitali in Europa.
L’altro fatto degno di nota in una settimana che sembrava povera di avvenimenti è il calo del petrolio, dovuto al buon livello delle scorte americane, superiori in ottobre al previsto, nonostante che la produzione nel Golfo del Messico in ottobre sia stata ancora assai rallentata dagli effetti degli uragani. Ha contribuito al ribasso il calo della domanda, dovuto anche ad un autunno abbastanza tiepido.
Anche il calo del petrolio ha dato un po’ di tranquillità ai mercati azionari, consentendo di estendere il rimbalzo verso i massimi alle principali borse. La settimana entrante si presenta molto interessante per chiarirsi un po’ le idee sull’inflazione.
E’ prevista infatti la rilevazione dell’inflazione americana alla produzione martedì, mentre mercoledì attendiamo il dato al consumo per USA ed Europa. Le previsioni sono tutte per indici dei prezzi fermi nel mese di ottobre, dopo le impennate degli ultimi mesi. Credo però che se arriveranno notizie di peggioramento dell’indice “core” il mercato la prenderà male, anche se l’indice globale dovesse rimanere stabile. La maggior parte degli operatori è infatti convinta che al di là delle oscillazioni del prezzo del petrolio la vera inflazione sia tutt’altro che uno spauracchio. Eventuali sorprese sarebbero perciò in grado di invertire il trend di recupero dei mercati azionari e di dare una ulteriore spallata a quello obbligazionario.
Da segnalare anche i dati sulla produzione industriale ed il grado di sfruttamento della capacità produttiva americana. Segnalo anche martedì limportante audizione di Bernanke al Senato, che tutti seguranno con molta attenzione per cercare di decodificare quel che frulla in testa al futuro custode della Federal Reserve.

MARKET MOVERS dal 14 al 18 Novembre 2005

Quelli che seguono sono gli avvenimenti economici della settimana che considero più importanti, cioè quelli che con maggiore probabilità sono destinati ad influenzare l’andamento dei mercati. In USA tali avvenimenti vengono chiamati “Market Movers”. Chi desidera consultare l’elenco completo degli avvenimenti macroeconomici della settimana può accedere al seguente link internet: http://www.bancaintesa.it/ist/jsp/HP_UfficioStudi.jsp. Chi desidera l’elenco degli appuntamenti societari americani lo può trovare qui: http://money.cnn.com/news/companies/firstcall/.

Giorno

Ora

Dove

Evento

Preced.

Previs.

Commento

Lun. 14

16:00

USA

Intervento di Greenspan

Comunicazioni societarie: Wal Mart, AEM, ACEA, MPS, Pop.Verona, BPU, Sanpaolo Imi, Finmeccanica.

Mar. 15

8:00

GER

PIL 3° trim. 2005 (1° stima) t/t

+0%

+0,5%

10:00

ITA

PIL 3° trim. 2005 (1° stima) t/t

+0,7%

+0,4%

11:00

EUR

PIL 3° trim. 2005 (1° stima) t/t

+0,3%

+0,5%

11:00

GER

Indice ZEW (sentiment) novembre

39,4

45

14:30

USA

Prezzi alla Produz. ottobre m/m

+1,9%

0%

Negativo se oltre previs.

14:30

USA

Vendite al dettaglio ottobre m/m

+0,2%

-0,6%

14:30

USA

Ind. Empire Manufacturing Nov.

12,1

15

16:00

USA

Audizione di Bernanke

Muove i mercati

Comunicazioni societarie: Vodafone, Porsche

Mer. 16

11:00

EUR

Prezzi al consumo ottobre a/a

+2,6%

+2,5%

Negativo se oltre previs.

14:30

USA

Prezzi al Consumo ottobre m/m

+1,2%

0%

Negativo un aumento

14:30

USA

Scorte delle imprese settem. m/m

0,4%

+0,3%

15:00

USA

Afflussi netti di capitali settem.

91,3 mld$

USA

Riserve petrolio settimanali

323,6 mln barili

Gio. 17

11:00

EUR

Produz. Industriale Settem. m/m

+0,8%

+0,7%

14:30

USA

Sussidi disoccupazione settimanali

326.000

321.000

14:30

USA

Nuovi cantieri ottobre

2,1 mln

2,1 mln

15:15

USA

Produz. Industriale ottobre m/m

-1,5%

+1%

15:15

USA

Utilizzo capacità produt. ottobre

79%

79,4%

18:00

USA

Indice Fed Philadelphia novem.

17,3

16

Comunicazioni societarie: Walt Disney

Ven. 18

8:00

GER

Prezzi alla Produzione ottobre m/m

+0,4%

+0,1%

Comunicazioni societarie: Infineon

Legenda: In neretto i dati più importanti; a/a= anno su anno; m/m= mese su mese; t/t= trimestre su trimestre; t/t a= trimestre su trimestre annualizzato; ann. = dato annuo; prel.= preliminare; rev.= revisione; def.= definitivo; Preced.= ultimo dato pubblicato; <= minore; >= maggiore; Previs.= media previsioni analisti; mln= milioni; mld= miliardi; $=dollari

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