La scorsa settimana ci ha portato dei dati economici dal Giappone che definire buoni è essere pessimisti, dato che hanno di gran lunga superato le migliori aspettative degli esperti. Il traino dell’esplosiva crescita cinese sta diffondendo i suoi benefici effetti sulla domanda complessiva di tutta l’area asiatica e finalmente anche su quell’economia, che tempo fa avevo definito “la bella addormentata”.
Segni di consolidamento della ripresa vengono anche dagli Stati Uniti, grazie ai buoni dati sul PIL e soprattutto sulla ripresa degli investimenti, sebbene la carente creazione di posti di lavoro incida negativamente sulla fiducia dei consumatori. Il risultato complessivo sui mercati è stato quindi improntato a positività per i mercati asiatici, che stanno dando segnali di ottima forza anche dal punto di vista grafico, ma di sostanziale indecisione per quelli occidentali, che non hanno la forza di ripartire, non avendo completato lo storno, ma nemmeno la volontà di correggere significativamente.
Nel week-end ha animato la giornata di sabato la notizia, poi rivelatasi una bufala, della cattur adi Bin Laden. Fortunatamente il pandemonio dell’iformazione è capitato di sabato ed a mercati chiusi, perché altrimenti parecchi operatori ne sarebbero usciti con le ossa rotte a causa delle violente oscillazioni che la notizia e la smentita avrebbero provocato.
Il fatto che ormai a ritmo settimanale si susseguano fughe di notizie sulla cattura del terrorista, mi pone sull’avviso che probabilmente tale cattura dovrebbe essere prossima. C’è chi malignamente afferma che lo sceicco sarebbe già nelle mani degli americani, che però aspetterebbero a darne l’annuncio in tempi più prossimi alle elezioni.
Lasciando da parte la dietrologia, ed anche l’evidente spinta elettorale che la cattura avrebbe per Bush, proverei a chiedermi quali effetti sui mercati potrebbe avere la cattura del re di terrosisti. Sicuramente un effetto positivo di brevissimo periodo ci sarebbe. Una fiammata simile, ma forse anche più robusta di quella che ci fu il giorno della cattura di Saddam.
Tuttavia non è affatto scontato che il rialzo abbia solidità poiché, proprio come avvenne per Saddam, i mercati potrebbero scoprire che la cattura del capo potrebbe non bastare a fiaccare la resistenza dell’organizzazione terroristica. Anzi, così come dopo la cattura di Saddam si inasprirono gli attentati contro le truppe alleate in Iraq, potrebbe succedere che Al Qaeda effettui tentativi di devastanti attentati come ritorsione, per dimostrare al mondo la sua vitalità a prescindere dal Capo. D’altra parte è ipotizzabile che Bin Laden abbia provveduto già da tempo ad organizzare la sua successione alla testa dell’organizzazione, sapendo che l’esercito più potente del mondo gli stava dando la caccia.
Pertanto non è detto che la notizia cambi radicalmente la situazione di medio termine, a meno che ovviamente non vengano distrutti i gangli vitali dell’organizzazione, cosa che appare difficile.
Nel frattempo credo che, avendo al momento resistito i supporti grafici dei più importanti indici occidentali (con le eccezioni importanti di Nasdaq e Dax, che invece hanno ceduto), i mercati potrebbero anche coiminciare a scontare la cattura dello sceico del terrore fin da subito, riportandosi in zona massimi. Poi si vedrà.
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