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Il Toro e' stanco... (di Pierluigi Gerbino)
21/09/2009

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Il mercato azionario, dopo il terribile semestre settembre ’08 – febbraio ’09, ne ha vissuto uno da incorniciare a partire da metà marzo.
Attuando un rimbalzo prodigioso e senza dolorose correzioni, SP500, che rappresenta l’indice guida per il mercato azionario mondiale, ha recuperato molto della dolorosissima discesa del 2008, rimbalzando dal minimo del 6.3 di 666 punti fino al massimo di giovedì scorso di 1.074.
I miei lettori ricorderanno che avevo indicato come obiettivo del movimento rialzista estivo l’area tra 1.040 e 1.050. Pertanto l’obiettivo è stato raggiunto e addirittura superato di qualche punto.
Se facciamo due conti si è trattato di un rimbalzo del 61%. Questo rimbalzo ha permesso di recuperare molte perdite a chi ha resistito senza vendere per tutta la fase ribassista precedente, durata ben 17 mesi (all’ottobre 2007 al marzo 2009). Certo, chi avesse comprato l’intero indice il giorno del massimo assoluto (11.10.2007) lo avrebbe pagato 1576 punti e vederlo giovedì a 1074 avrebbe solamente alleviato la pena. La perdita sarebbe ancora del 32% circa, che non è poco.
Però tutti coloro che hanno comprato dopo i primi giorni dello scorso ottobre sono almeno in pareggio, e chi è stato così temerario da investire nel marzo scorso guarda il futuro con occhi piuttosto fiduciosi, qualunque cosa accada da oggi in poi.
Cerchiamo però di vedere che cosa può accadere da oggi in poi, secondo l’analisi grafica.
Innanzitutto definiamo l’attuale trend di breve periodo come chiaramente rialzista, così come è diventato da luglio in poi anche quello di medio periodo. Rimane ancora impostato al ribasso solo il trend di lungo termine.
Il trend di breve, secondo i grafici, rimarrà solido al di sopra di area 1.040, che, mentre ha fatto da resistenza fino al suo superamento, dobbiamo pensare che ora farà da supporto ed attirerà compratori se l’indice vi si appoggerà dall’alto.
Al di sotto di 1.040 il trend di breve comincerà a porre dei dubbi, ma non potremo mandarlo al cimitero fino allo sfondamento di area 990.
La rottura di area 990 farà vacillare le certezze anche agli investitori di medio periodo, che però potranno resistere fino 880 punti prima di vedere il termine del trend rialzista.
Riguardo al trend di lungo periodo il discorso è diverso, poiché è ancora impostato negativamente e lo sarà fino a quando non verranno superati ostacoli dinamici e statici che al momento non sono ancora stati avvicinati. Mi riferisco alla trend-line ribassista che unisce i principali massimi discendenti degli ultimi due anni, che nei prossimi giorni transiterà in area 1.130, ed ai principali livelli di ritracciamento che secondo la teoria di Fibonacci si possono individuare. Il 38,2% di ritracciamento dell’intero movimento ribassista è già stato superato, mentre il 50% passa proprio in area 1.120, in corrispondenza del livello che raggiungerà la trend-line di cui sopra ad inizio ottobre.
La prosecuzione del movimento rialzista penso che troverà lì un ostacolo veramente improbo, se avrà la forza di arrivarci. Superato quel livello potremmo dichiarare definitivamente morto anche l’orso di lungo periodo.
Dal punto di vista dinamico la continuità del movimento rialzista è stata molto accentuata e sugli indicatori che potrei definire “di buon senso” (RSI, Stocastico) si vedono eccessi e divergenze ribassiste, che rendono probabile una correzione.
Tuttavia a questo punto non escludo affatto che si possa arrivare alla resa dei conti con il trend ribassista di lungo periodo. Il superamento invece mi appare piuttosto difficile senza una correzione piuttosto significativa, che permetta di “ripulire” il mercato dai suoi eccessi e consenta, a chi ha perso il treno o non ha creduto a questo rialzo, di entrare a prezzi migliori. D’altra parte occorrerà che la correzione riesca a mantenersi piuttosto “controllata” e non vada ad infrangere i livelli di controllo del trend medio, perché altrimenti la situazione potrebbe scappare nuovamente di mano e far tornare d’attualità i vecchi scenari ribassisti che vedono SP500 raggiungere minimi addirittura inferiori a quelli segnati a marzo.
E’ ovviamente un’eventualità che ora pare assolutamente demenziale.
Ricordo però che nella primavera dello scorso anno ch avesse ipotizzato il raggiungimento di 666 sarebbe stato internato, così come ricordo i sorrisini di chi, nel maggio scorso, alla Fiera di Rimini, mi ha sentito indicare un obiettivo rialzista a quota 1.050.
Dopo quel che è successo lo scorso anno non dimentichiamo che tutto è diventato possibile.
A sostegno dell’impossibile porto una riflessione sull’indice VIX, che ho in passato definito come l’”indice della paura”, perché misura la volatilità implicita che i market makers si fanno pagare sulle opzioni sull’indice SP500. Questo indice sale nei momenti di panico ribassista, mentre si adagia al ribasso quando tutto va bene ed i mercati salgono tranquillamente.
Dopo aver segnato addirittura quota 90 a fine ottobre 2008, l’indice ha cominciato lentamente a scendere e durante i minimi di marzo non è più riuscito a tornare al di sopra di 50. Anzi, realizzò allora delle divergenze di comportamento con l’indice (l’indice faceva minimi discendenti mentre il VIX faceva massimi discendenti) che potevano far supporre un rimbalzo significativo dei mercati. Cosa che peraltro avvenne e riuscì in estate a calmare il VIX fino a quota 22.
Però da luglio in avanti, nonostante la continuazione del rialzo dell’indice, il VIX non è mai riuscito a portarsi al di sotto di 22. Anzi, sta realizzando una fase che potrei definire “di accumulazione” al di sopra di 22, che rappresenta anch’essa una divergenza rispetto alle attese teoriche.
Pertanto se l’accumulazione di forza, che si vede in queste settimane, riuscirà a scaricarsi in un impulso di volatilità, potrebbe venire quella paura sufficiente a farci vedere sui mercati cose oggi inattese dai più.

SP500

SP500

VIX

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