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Un'ultima zampata. Poi l'Orso si riposera' (di Pierluigi Gerbino)
17/03/2009

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I primi mesi del 2009 hanno portato a chi pensava che il 2008 sarebbe stato ricordato come l’anno terribile della recessione, sufficienti motivi per constatare quanto sia difficile mettere limiti al peggio.
Il 2009 dei mercati azionari si è aperto con l’ennesima delusione del falso rimbalzo e si è avvitato ininterrottamente per due mesi.
Il 14 gennaio avevo avvisato che avremmo potuto assaggiare la capitolazione dei mercati fin dalla rottura da parte di SP500 di quota 815. L’evento si è verificato il 17 febbraio ed il mercato in soli 4 giorni ha rapidamente raggiunto i minimi del novembre 2008 a 740. Dopo una pausa di un giorno, impegnata a fornire l’ennesima illusione di rimbalzo, in cui sono cascati gli ultimi eterni ottimisti, anche quel livello è stato violato per proseguire di gran carriera verso gli obiettivi della devastazione.
In quella sede li avevo già chiaramente ipotizzati con queste parole:
Sempre ammesso che il mercato non voglia concludere prematuramente il rimbalzo e farci assaggiare in anticipo la capitolazione dei mercati. In tal caso sarebbe sicuramente ottima cosa non stare a pensarci troppo su e chiudere le posizioni anche se sono in perdita.
Il motivo è presto detto e riguarda il punto di arrivo dell’onda ribassista finale.
A questo proposito al momento non possiamo essere molto precisi, anche perché non sappiamo ancora da dove partirà.
Una prima proiezione dà comunque risultati a dir poco terrificanti, che non ho mai avuto il coraggio di pubblicare prima d’ora.
L’obiettivo finale del ribasso futuro pare essere l’area 385, con obiettivi intermedi situati a 600, 480 e 440.
A questo punto occorre precisare meglio il calcolo degli obiettivi, dato che sappiamo che quella in corso è effettivamente l’onda impulsiva che allora era soltanto evocata.
Ebbene: se guardiamo il grafico giornaliero di SP500 cataloghiamo il presente impulso come onda 5, conclusiva del movimento ribassista iniziato a maggio.
Il calcolo di dove potrebbe terminare questo impulso dipende dagli strumenti di analisi utilizzati.
Se si utilizza il metodo delle estensioni di Fibonacci avremmo come obiettivo minimo l’area 660, praticamente raggiunta, come obiettivo principale l’area 480 e come massima estensione l’area 200.
Se invece vogliamo utilizzare figure grafiche individuamo le principali che il mercato ha formato. Il 7.2 è stata completata una figura di indecisione triangolare. Il lato superiore è definito dai massimi discendenti del 4.11.08 e del 6.1.09, mentre il lato inferiore è rappresentato dai minimi ascendenti del 21.11.08 e del 23.1.09. Notiamo che il lato inferiore è stato testato ripetutamente in febbraio e definitivamente infranto (con gap!) il 17 febbraio.
Il punto di arrivo del movimento ribassista che si è originato può perciò essere individuato in area 570.
Se vogliamo estendere l’analisi al lungo periodo, dobbiamo constatare innanzitutto che se utilizziamo il grafico a compressione settimanale, l’onda ribassista in atto è ancora classificabile come onda 3. Pertanto a conclusione di questo movimento potremmo attenderci un forte rimbalzo, che faccia recuperare ai mercati una parte delle perdite degli ultimi mesi e realizzi l’onda 4 rialzista correttiva.
Quanto grande possa essere questo rimbalzo ora non è possibile ipotizzarlo, ma probabilmente dovrà estendersi per un periodo ed una ampiezza ragguardevoli. Potrei ipotizzare obiettivi prossimi addirittura all’area dei 1000 punti. Dovrebbe poi seguire una ulteriore onda impulsiva ribassista che raggiunga gli obiettivi finali della devastazione.
Tali obiettivi al momento non possono essere calcolati poiché dipendono da dove finirà l’onda 3 in corso e quanto si estenderà il rimbalzo successivo.
A puro scopo orientativo vale comunque quel che abbiamo calcolato stimando l’obiettivo della gigantesca figura di doppio massimo completata alla rottura di area 770: almeno area 385.
Tiriamo ora le file di tutti questi numeri cercando di situarli in una successione temporale di eventi.
Il rimbalzo della scorsa settimana, che è proseguito anche ieri, sebbene sia stato piuttosto esteso, non è ancora sufficiente ad annullare l’impostazione ribassista di breve del mercato, e tanto meno quella di lungo periodo. A tal proposito occorre essere molto attenti a non scambiare una rondine con la primavera.
Pertanto il ribasso si potrà considerare concluso almeno per un periodo significativo, soltanto se il mercato mostrerà di accontentarsi dell’obiettivo ribassista mimimale di area 660. Anche in tal caso non penso comunque sia molto credibile l’ipotesi di inversione a V senza prima un ritorno in qualche modo verso tale minimo. Magari non verrà superato, ma una verifica della solidità dei compratori su quell’area, credo che il mercato vorrà richiederla.
Se invece quota 660 cederà, ipotesi al momento più probabile, allora arriveremo in area 570 circa, raggiungendo così l’obiettivo del triangolo e dando un po’ più di soddisfazione alla fame dell’orso.
In entrambi i casi sarà necessario, per avere inversione, che il rimbalzo che seguirà vada a superare i massimi del rimbalzo in atto i questi giorni, che dovrebbe fermarsi entro l’area 780-800.
Se tutto questo avverrà, avremo indicazioni di inversione di breve periodo (o, se vogliamo, di ampia correzione rialzista di lungo periodo) per un viaggio verso quota 1000 da farsi entro l’autunno di quest’anno.
Arrivati al termine del viaggio il mercato avrà gli elementi per battezzare la recessione in corso e deciderà se classificarla come “la peggiore dopo quella del ‘29” (scenario 1) oppure “la ripetizione del ‘29” (scenario 2).
La differenza non è di poco conto. Innanzitutto per gli effetti sull’economia reale.
Se prevarrà lo scenario 1 potremmo vedere la luce in fondo al tunnel e magari il 2010 sarà migliore del sicuramente pessimo 2009.
Se invece ripeteremo il ’29 la passione continuerà anche il prossimo anno e la crisi che stiamo vivendo sarà soltanto l’antipasto. Ricordo che la crisi del ’29 portò negli USA ad un calo sia del PIL che dell’occupazione di circa il 30%. Ora siamo ancora distanti da tali valori, per cui se si dovrà arrivare da quelle parti moltissimi americani verseranno ancora copiosamente lacrime e sangue, e lo faranno anche gli europei, che hanno mostrato di seguire passo passo l’andamento dell’economia USA. Anzi, siccome gli americani sono molto bravi a condividere col resto del mondo i loro problemi, non è escluso che per gli europei le cose possano anche andare un po’ peggio che per gli americani.
Anche per i mercatile due alternative potranno portare ad esiti opposti circa la strada che si percorrerà nel 2010.
L’avveramento del primo scenario consentirà di trasformare il rimbalzo in un vero e proprio ciclo rialzista di lungo periodo, magari meno euforico dei due che lo hanno preceduto (quello 95-2000 e quello 2003-2007). Dopo questa crisi il mondo non sarà più lo stesso e questo varrà anche per i mercati finanziari, che dovrebbero assumere una connotazione meno speculativa e ridurre l’operatività a leva. Io penso che per le borse occidentali i massimi storici rimarranno tali per moltissimi anni. Tuttavia lo spazio per cicli di rialzo anche prolungato, se l’economia si dovesse riprendere, non manca. Anche se non si dovesse tornare ai massimi assoluti, si potranno trovare belle soddisfazioni anche nell’investimento al rialzo (ovviamente se si imparerà anche a vendere quando è ora e non solo per disperazione).
Se malauguratamente dovesse invece realizzarsi lo scenario 2, l’ndice SP500 raggiungerà nel 2010 gli obiettivi finali del ribasso di lungo periodo: quel 385 che si staglia all’orizzonte, ma al momento risulta ancora così lontano da rappresentare un semplice incubo notturno.
Il nostro Spmib arriverà intorno a quota 7.000 e da quelle macerie si cercherà di ricostruire i mercati finanziari. Avremo tempo per approfondire. Per ora direi che può bastare.
Viviamo alla giornata e godiamoci almeno le soddisfazioni del rimbalzo (il prossimo, perché questo dovrebbe essere agli sgoccioli).

IPOTESI per il 2009-2010

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