Il possibile Rally Presidenziale
15/10/2008
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Il rimbalzo è arrivato. I mercati sono per ora salvi. La gragniuola di provvedimenti ha prodotto un rimbalzo storico delle borse, che hanno stappato champagne e addirittura finto che tutto fosse risolto. Il forte rialzo seguito al “week-end” di paura dovrebbe aprire le porte ad un periodo di tranquillità, anche se per qualche giorno continueremo ad avere l’altalena della volatilità che costringerà i commentatori ad alternare entusiasmi e pessimismi.
Penso comunque che i minimi di venerdì scorso nei prossimi giorni non saranno rivisti. Non “possono” essere rivisti, perché se succedesse avremmo il collasso totale, quel crollo epocale che è stato evitato in extremis tirando fuori dal cilindro una serie di conigli bianchi. Ora però non ci sono altri conigli nel cilindro delle autorità, questo deve essere chiaro. Quando gli Stati arrivano a garantire tutto, e ciò nonostante la fiducia non torna, l’esito può essere solo il ritorno al baratto.
Per questo siamo costretti ad essere ottimisti circa il ritorno al funzionamento del sistema bancario. Le banche, che da tre mesi avevano praticamente smesso di fare il loro mestiere, inaridendo il credito all’economia e gli stessi scambi interbancari, da lunedì hanno timidamente ricominciato a riaprire i rubinetti. Il tasso interbancario è sceso di una cinquantina di punti base, e quel che fa ben sperare, lo ha fatto in modo graduale e regolare. Credo che sia questo, più che l’andamento dei listini borsistici, la vera misura del ritorno alla fiducia.
Il cammino non sarà breve, ma la direzione è quella giusta.
Molto ci sarebbe da dire su come la vicenda è stata gestita. Lo farò in un prossimo commento.
Per ora prendo atto che se continueremo in questa direzione, anche i mercati azionari dovrebbero estendere, pur tra vari contraccolpi, il loro rimbalzo.
Facciamo un tentativo di previsione basandoci sull’analisi grafica, anche se debbo avvisare che l’ampiezza del terremoto avvenuto rende difficile qualsiasi analisi.
Basiamoci sull’indice USA SP500, che io considero la bussola di tutti gli altri mercati.
Dal grafico notiamo innazitutto che questo indice, con l’esagerazione ribassista della scorsa settimana, ha raggiunto ed addirittura superato l’obiettivo ribassista (area 940) che sottovoce (per non essere considerato troppo gufo) avevo indicato già nel luglio scorso.
Il rimbalzo da quota 839 di venerdì 10.10 è stato molto violento ed è arrivato nelle fasi iniziali della seduta di martedì 14 fino a 1.044 (+24% dal minimo di partenza in meno di 10 ore di borsa!!), per poi prendere fiato e chiudere la seduta nei pressi di quota mille. Il ritracciamento potrebbe ancora continuare, ma ritengo molto importante che non si estenda oltre area 940, per evitare una ripresa del panico.
Se riuscirà il tentativo di consolidare al di sopra di 940, potremmo assistere ad una ripresa del movimento di recupero con un primo obiettivo in area 1.100, dove transita il bordo inferiore del canale ribassista che ha guidato il movimento del mercato orso fino ad inizio ottobre, quando abbiamo vissuto la settimana di follia che ha portato l’indice ad infrangerlo decisamente al ribasso.
Cleassificherei il ritorno al di sopra di quota 1.100 come il “ritorno alla normalità”. Una normalità pur sempre ribassista, ma senza quegli eccessi di panico che abbiamo visto ad inizio ottobre.
Per poter parlare di inversione rialzista di lungo periodo occorrerà sfondare il bordo superiore del canale, che nelle prossime settimane transiterà intorno a 1.330. Troppo lontano per poter attribuire a questa eventualità una probabilità di realizzazione più che minima.
Se sarà improbabile l’inversione rialzista di lungo periodo, nulla vieta all’indice di estendere il rimbalzo anche fino all’area 1.200, dove troverà la trend line che unisce i massimi dei due ultimi rimbalzi di maggio e di agosto e la resistenza (ex supporto) rappresentata dal minimo del luglio scorso.
Ritengo fattibile tale mini-rally del 20%, qualora la settimana riuscisse a chiudersi sui massimi e mostrasse un po’ di solidità dopo lo scatto emotivo di lunedì.
La fiducia pian piano riconquistata potrà essere alimentata dall’esito delle ormai imminenti elezioni americane, che ormai tutti attribuiscono ad Obama. La luna di miele che seguirà, potrà condurre i mercati a dimenticare per un po’ i problemi legati all’economia reale ed alla recessione ormai avviata, spingere i vari guru prezzolati a consigliare il rientro sull’azionario ormai “stabilizzato” e permettere all’industria del riparmio gestito di chiudere l’anno in modo un po’ meno devastante.
L’anno nuovo riporterà poi la realtà sui mercati, ed allora vedremo se i prezzi a cui oggi le società vengono scambiate sono prezzi di saldo come dicono i nostri esperti, tra cui anche il Presidente Berlusconi, che recentemente si è messo anche a fare il consulente finanziario, oppure se sono ancora prezzi da affezionati, come ritengo io.
SP500