SP500 (di Pierluigi Gerbino)
13/11/2008
Non è bastato ai mercati il crollo di settembre ed ottobre per scaricare tutta la negatività e consentire un rimbalzo degno di tal nome.
L’indice americano più significativo, SP500, ha segnato un minimo il 10 ottobre a quota 840, pericolosamente vicino ai minimi del lontano ottobre 2002 (768). In tal modo il mercato ha dimostrato di riuscire in un anno ad annullare i progressi di ben 5 anni.
L’ampiezza del ribasso e il forte eccesso ha causato una reazione tecnica, che però, sebbene ampia, non è riuscita ad invertire il trend, per cui dopo un recupero fino a 1.044, il mercato è tornato a ritestare il supporto il 27/10. Il test non ha portato fortuna ai ribassisti, per cui si è sviluppato un secondo rimbalzo, stimolato dalla scommessa elettorale sulla vittoria taumaturgica di Obama, che ha spinto il mercato nuovamente verso il massimo relativo di 1.044. Ma neanche stavolta è stata quella buona, poiché la durezza dei dati macroeconomici e societari che ogni giorno arrivano sul desktop dei traders, ha fatto ancora una volta ripiegare l’indice verso i supporti.
Ora siamo nuovamente alla resa dei conti. Uno sfondamento di quota 840 potrebbe portare velocemente a raggiungere l’obiettivo di area 770, dopo di che potremmo assistere al rimbalzo.
Ritengo tuttavia più probabile una tenuta del livello di 840, con conseguente sviluppo di un ennesimo rimbalzo all’interno del trading range 840 – 1.040.
Solo una uscita da questo intervallo sarebbe in grado di fornire direzionalità.
Per avere una ripresa non effimera occorrerà anche che si riduca la volatilità, con una decisa moderazione dell’indice VIX ed un rientro al di sotto di quota 50, superata stabilmente da circa un mese.
L’obiettivo del rimbalzo, una volta superata l’area 1.040, potrebbe essere significativo, magari anche al di sopra di 1.200.
ATTENZIONE: l’investimento in borsa è rischioso, il lettore si assume piena responsabilità delle proprie scelte economiche e finanziarie, consapevole dei rischi connessi a qualsiasi forma di investimento in strumenti finanziari.
L’autore e l’editore declinano ogni responsabilità da eventuali danni diretti o indiretti, perdite economiche derivanti dall’uso di questo articolo.
Vedi Grafico